Algeria-Turchia: intrighi di palazzo rivelano l’influenza di Ankara

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 17:30 in Algeria Turchia

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Gli interessi contrapposti di Francia e Turchia hanno assunto dimensioni pericolose in Algeria. Secondo quanto riportato dalla rivista The Arab Weekly, allinterno della nuova gerarchia algerina, attualmente al potere, ci sono indizi importanti di presunti intrighi sia con Parigi che con Ankara. Mentre i francesi continuano ad utilizzare meccanismi più tradizionali per aumentare la loro influenza sul Paese nordafricano, i turchi hanno iniziato a ricorrere alle attività di lobbying, sfruttando soprattutto la figura di Mohamed Tebboune, figlio del presidente algerino Abdelmajid.

La tensione all’interno del palazzo presidenziale di Algeri ha assunto nei giorni scorsi livelli così alti che il capo di Stato è dovuto intervenire per rimproverare alcuni dei suoi più stretti collaboratori e gli stessi membri della sua famiglia. Sullo sfondo, le relazioni e i contatti sospetti intrapresi con esponenti di altri Paesi per tessere reti di influenza e amicizia, una pratica comune durante il regime dell’ex presidente, Abdelaziz Bouteflika. All’epoca, la rete di influenza era gestita nell’ombra dal consigliere di Bouteflika e dal fratello minore, Said. Ora, secondo le fonti raccolte dal The New Arab, sarebbe il figlio del presidente Tebboune, Mohamed, a tessere relazioni esterne segrete e a farle valere all’interno dei centri decisionali algerini.

La rivista digitale Maghreb Intelligence ha riferito sul suo sito web che lo scorso fine settimana, all’interno del Palazzo El-Mouradia, Tebboune è intervenuto per rimproverare suo figlio Mohamed e punire il suo amico turco, Ahmet Demirel, a causa dei contatti che hanno stretto e delle notizie che sono cominciate a circolare. Il sito ha dichiarato che il misterioso consigliere del palazzo presidenziale, Boualem Boualem, ha avvisato Tebboune delle “relazioni controverse” tra suo figlio e Demirel, un noto lobbista turco in Algeria, e lo ha avvertito che la connessione stava diventando una vera preoccupazione, soprattutto quando i due uomini hanno iniziato a catturare l’attenzione dei media locali.

Demirel è una delle maggiori figure di spicco turche che intrattiene buoni rapporti con Tebboune. Si dice che sia responsabile della gestione e della promozione degli interessi turchi in Algeria, in particolare nel settore del commercio e degli investimenti, e che ha avuto un notevole impulso durante gli ultimi anni dell’ex presidente Bouteflika.

Le confessioni dell’ex primo ministro, Ahmed Ouyahia, martedì 23 giugno, hanno rivelato la portata dell’influenza turca nel Paese, soprattutto attraverso le attività delle società di costruzioni. “Dio solo conosce la quantità di pane consumata dagli stranieri in Algeria, specialmente nel campo dell’edilizia”, ha dichiarato Ouyahia davanti a un giudice. Il riferimento riguarda ovviamente i profitti e i favori raccolti dalle compagnie turche in Algeria.

Ankara ha praticamente monopolizzato i progetti di costruzione nel Paese nordafricano negli ultimi due decenni. Supportati da una lobby forte e molto attiva, i turchi hanno completato progetti che comprendono la costruzione di decine di migliaia di unità abitative, oltre a importanti opere infrastrutturali. Nonostante la crisi economica che lAlgeria sta vivendo dal 2014, la presenza turca è ancora molto forte.

Una fonte intervistata da The Arab Weekly ha riferito che “negli ultimi due decenni, l’Algeria è diventata un territorio aperto per le lobby turchee ha specificato che ci sono state due distinte ondate di penetrazione. In un primo momento, c’è stata linvasione delle lobby fedeli ad Abdullah Gulen, che si sono inserite nel Paese attraverso attività economiche, commerciali, di beneficenza e di informazione. Poi è arrivata l’ondata delle lobby fedeli al regime dellattuale presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. In questo periodo, in particolare dal 2016, Ahmet Demirel è stato in grado di intrecciare una rete di forti relazioni all’interno dei circoli decisionali dell’Algeria. “L’Algeria ha aperto le porte a un’influenza turca ufficiale che porta le ambizioni ottomane in Nord Africa e che è diventata un vero concorrente dell’influenza storica francese”, ha aggiunto la fonte

Nonostante si tratti di relazioni di lunga data, il recente incidente presso El-Mouradia Palace potrebbe rivelare alcuni dei fatti nascosti al pubblico e provocare forti reazioni da parte dei francesi, attualmente ai ferri corti con Ankara soprattutto sulla questione della Libia e del Mediterraneo orientale. In più, Parigi potrebbe percepire questa minaccia con maggiore urgenza rispetto al passato perché la lobby turca sta facendo ricorso alle relazioni familiari per mettere mano su importanti progetti che prima erano sotto il controllo della Francia.

La stretta relazione di Demirel con l’attuale presidente algerino risale al 2016, quando Tebboune era ministro dellEdilizia sotto Bouteflika. Tuttavia, il coinvolgimento del figlio Mohamed e i suoi intrecci con gli interessi finanziari e commerciali della Turchia potrebbe aprire un nuovo fronte di sfide politiche per Abdelmajid, che per questo si è affrettato a contenere lintraprendenza del figlio e le iniziative dellamico turco.

Si dice che Tebboune abbia detto a Demirel: “Sei mio amico e non amico di mio figlio, non c’è bisogno di scivolare in angoli stretti”. Maghreb Intelligence ha affermato che la lobby di Ankara avrebbe cercato di impiegare Mohamed per convincere suo padre ad assegnare alle compagnie turche un progetto petrolchimico governativo stimato a circa 6 miliardi di dollari.

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Chiara Gentili

di Redazione

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