Africa: l’accordo di libero scambio procederà nonostante il coronavirus

Pubblicato il 24 giugno 2020 alle 14:07 in Africa

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Il primo segretario generale dell’Area continentale africana di libero scambio (AfCFTA), Wamkele Mene, ha assicurato che limplementazione dellaccordo per la creazione della più vasta zona di libero scambio del mondo, dopo il WTO, non subirà ulteriori ritardi, nonostante i rischi di una seconda ondata di coronavirus. Quando diventerà pienamente operativa, ovvero, secondo i piani, nel 2030, lAfCFTA potrà godere di un mercato potenziale di circa 1.2 miliardi di persone e di un prodotto interno lordo combinato di circa di 2.5 trilioni di dollari.

“Se la pandemia proseguirà nel 2021, svilupperemo i protocolli necessari per la salute pubblica al fine di non interrompere e continuare l’attuazione dell’Area continentale africana di libero scambio”, ha dichiarato Mene durante un’intervista nel corso della conferenza virtuale di Bloomberg Invest Global, martedì 23 giugno. Il segretario ha assicurato che consulterà regolarmente i funzionari sanitari mentre lavorerà per attuare l’accordo e rilanciare la crescita economica del continente.

L’accordo è entrato legalmente in vigore il 30 maggio 2019, ma il commercio effettivo, che sarebbe dovuto iniziare il primo luglio 2020, è stato ritardato dalla pandemia di Covid-19, che ha interrotto i negoziati e le discussioni per stabilire i fondamenti dello scambio di merci e le concessioni tariffarie. Laccordo è stato firmato, sotto gli auspici dell’organizzazione dell’Unione Africana (AU), da 54 dei 55 Stati del continente (tutti tranne lEritrea). Solo 28 Stati, tuttavia, lhanno attualmente ratificato. La Nigeria, il più grande produttore africano di petrolio, non ha ancora ratificato il patto a causa delle preoccupazioni relative ai trasbordi, ovvero quelle situazioni in cui le merci provenienti da Paesi che non sono parte dell’accordo rischiano di entrare nella zona di libero scambio.

Mene ha affermato che la maggior parte dei capi di stato africani vuole che lattuazione dellaccordo proceda il più rapidamente possibile, non appena le condizioni lo consentono. L’aumento degli scambi commerciali potrebbe far rivivere l’attività economica che è stata pesantemente colpita dal virus. Lepidemia, a detta del segretario, ha evidenziato la necessità di creare catene di valori regionali diffuse su tutta l’Africa e di stimolare una maggiore capacità produttiva nel continente.

L’Africa è in ritardo rispetto ad altre regioni in termini di commercio interno, con lo scambio intra-continentale che rappresenta solo il 15% del totale, rispetto al 58% dellAsia e alloltre 70% dellEuropa. L’accordo per lArea continentale africana di libero scambio ha lo scopo di aiutare a cambiare lo stato attuale, con l’obiettivo di abbassare o eliminare le tariffe transfrontaliere sul 90% delle merci, facilitare la circolazione dei capitali e delle persone, promuovere gli investimenti e spianare la strada alla creazione di un’unione doganale su tutto il continente.

Mene ha infine sottolineato, durante la conferenza, che l’approccio rapido e coordinato dellAfrica alla lotta contro il coronavirus e l’introduzione di misure di blocco tempestive, in parte dovute all’esperienza nella lotta contro altre malattie infettive, hanno contribuito a prevenire il collasso dei sistemi sanitari e hanno impedito unesplosione incontrollata e potenzialmente catastrofica dellepidemia su tutto il continente. Attualmente, i casi africani rappresentano solo il 3% di quelli mondiali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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