Yemen: gli Houthi determinati a colpire Riad

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 14:37 in Arabia Saudita Yemen

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I ribelli sciiti Houthi, martedì 23 giugno, hanno annunciato l’inizio di una “vasta operazione”, volta a colpire i territori sauditi. Parallelamente, il portavoce della coalizione a guida saudita, Turki al-Maliki, ha riferito che le proprie forze hanno intercettato e abbattuto un missile balistico diretto verso il Regno.

In particolare, secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, il portavoce dei ribelli Yahya Sarea, ha dapprima annunciato l’operazione, parlando di un “comunicato importante” che sarebbe stato diffuso successivamente. In un secondo momento, Sarea ha riferito che il Ministero della Difesa e l’Intelligence sauditi, la base dell’aeronautica saudita Salman, e altre postazioni militari situati perlopiù a Riad, Jizan e Najran, nel Sud dell’Arabia Saudita, rientrano nel mirino delle milizie Houthi. Come specificato, si tratta di obiettivi verso cui è stato diretto un gran numero di missili e droni.

A detta del portavoce Houthi, l’offensiva, considerata la maggiore mai perpetrata, giunge come risposta al perdurante assedio e ai continui attacchi perpetrati dalla coalizione a guida saudita contro il popolo yemenita. Pertanto, secondo i ribelli, le loro azioni sono da inserirsi in un’ottica di legittima difesa e si sono detti disposti a continuare fino a quando lo Yemen non sarà un Paese libero e indipendente e fino a quando non cesseranno le operazioni “criminali” perpetrate dalle forze saudite.

Dal canto suo, il portavoce al-Maliki, sempre il 23 giugno, ha dichiarato che le proprie forze sono state in grado di distruggere un missile balistico lanciato da Sana’a e diretto verso la capitale saudita Riad. Per il portavoce, si è trattato di un ennesimo attacco “ostile, deliberato e sistematico”, perpetrato dagli Houthi, e diretto contro oggetti e soggetti civili, salvaguardati dal Diritto internazionale umanitario. A tal proposito, ha sottolineato il portavoce saudita, tra la sera del 22 giugno e la mattina del giorno successivo sono stati lanciati 8 droni con esplosivi e 3 missili balistici verso il Regno. 

L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere il presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. La perdurante guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Uno degli ultimi episodi risale al 16 giugno, quando la coalizione saudita-emiratina ha intercettato e distrutto un missile balistico delle milizie Houthi diretto contro obiettivi civili situati nella città di Najran. Si è trattato del terzo tentativo in quattro giorni da parte del gruppo sciita. Solo un giorno prima, lunedì 15 giugno, la coalizione ha intercettato un drone, ancora una volta lanciato dalle milizie Houthi, contro la città sud-occidentale di Asir, sempre in Arabia Saudita. Anche in questo caso, la coalizione è riuscita a respingere l’attacco.

Le tensioni Houthi-Riad sono da collocarsi nel quadro di una crescente escalation, in corso sin dalla metà di gennaio 2020, che interessa prevalentemente i governatorati yemeniti di M’arib, Jawf e Sana’a. Il primo marzo, i ribelli sono riusciti a conquistare la città di Hamz, capoluogo della provincia settentrionale strategica di al-Jawf, costringendo le forze governative a ritirarsi verso Est, e, nello specifico, verso la città desertica di al-Jar, a seguito della seconda grande sconfitta in un mese. Assumere il controllo di al-Jawf ha rappresentato un risultato rilevante per gli Houthi che, in tal modo, sono giunti ad occupare un terzo governatorato prossimo all’Arabia Saudita, dopo Sa’da e Hajjah. Tuttavia, l’esercito yemenita ha continuato, fin da subito, a condurre attacchi e battaglie per ripristinare il proprio controllo sull’area.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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