Tunisia: proteste contro la disoccupazione nel Sud, scontri con la polizia

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 15:06 in Africa Tunisia

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In Tunisia, nella città meridionale di Tataouine, crescono le tensioni tra i manifestanti, che protestano contro la disoccupazione e la mancanza di opportunità lavorative, e la polizia, che ha cercato di disperdere la folla sparando gas lacrimogeni. I dimostranti chiedono al governo di procedere con lattuazione di un accordo, firmato nel 2017, per la creazione di posti di lavoro nelle compagnie petrolifere e nei progetti infrastrutturali attivi nel Paese. Queste misure, a detta dei manifestanti, ridurrebbero la disoccupazione, che si aggira attualmente intorno al 30% nella regione di Tataouine, uno dei tassi più alti in Tunisia.

Gli scontri nella città sono iniziati domenica 21 giugno e si sono protratti per tutta la giornata di lunedì 22. Secondo le dichiarazioni del governatore locale, Adel Werghi, le proteste, inizialmente pacifiche, sono diventate violente dopo larresto di un attivista ricercato dalle autorità. Si tratta di Tarek Haddad, portavoce dei manifestanti di Tataouine. “La situazione è pericolosa nella nostra zona. Dalla finestra di casa vedo gli agenti di polizia che lanciano a caso gas lacrimogeni e inseguono i giovani manifestanti”, ha riferito allagenzia di stampa Reuters, Ismail Smida, un residente della città. Un altro testimone ha rivelato che, nonostante la presenza delle forze dellordine, centinaia di dimostranti hanno continuato a lanciare pietre, a bloccare le strade e a gridare: “Non ci arrenderemo, vogliamo il nostro diritto allo sviluppo e all’occupazione”.

Nel 2017, le proteste per la mancanza di lavoro nelle province di Tataouine e Kebili, che colpirono la produzione di petrolio e gas naturale in una regione in cui tuttora operano la società francese Perenco e l’austriaca OMV, portarono a un accordo per la creazione di nuovi posti di lavoro in progetti petroliferi e di sviluppo. Tuttavia, da allora, le disposizioni del patto non sono ancora state attuate e i manifestanti, che si sono detti stanchi di aspettare, hanno invocato lintervento del governo a sostegno delle loro richieste.

Il Ministero dellInterno tunisino ha dichiarato, lunedì 22 giugno, che 10 persone sono state arrestate domenica dopo che un gruppo di manifestanti ha tentato di attaccare le stazioni di polizia con bombe Molotov. Da parte sua, denunciando un uso “eccessivo e ingiustificato” della forza contro i manifestanti, la confederazione sindacale tunisina UGTT ha chiesto uno sciopero generale a Tataouine. I negozi sono rimasti aperti lunedì ma i servizi pubblici e gli enti locali sono rimasti chiusi in aderenza allo sciopero.

Le proteste giungono in un momento in cui la Tunisia, finora in gran parte risparmiata dai peggiori esiti dellepidemia di coronavirus, sta affrontando una serie di tensioni all’interno del nuovo governo di coalizione e sta cercando di limitare l’effetto delle restrizioni contro il Covid-19 che hanno acuito la crisi economica e accentuato le disuguaglianze.

La Tunisia ha imposto un blocco nazionale il 22 marzo, come parte delle misure introdotte dal governo per arginare la diffusione del virus. Tuttavia, come molti altri Stati, il Paese ha iniziato ad allentare il blocco a partire dal 4 maggio, data di inizio della cosiddetta “Fase 2”. Da allora, Tunisi ha ridotto il coprifuoco notturno dalle 23:00 alle 5:00 anziché alle 20:00 alle 6:00. Diversi negozi e mercati sono stati riaperti e, dal 15 maggio, il governo ha consentito la riapertura anche dei grandi centri commerciali, degli ospedali privati, dei bazar settimanali e dei mercati del bestiame. Il Paese ha revocato anche gli ordini di soggiorno a domicilio per persone di età superiore ai 65 anni e di età inferiore ai 15 anni. 

Per consentire un passaggio graduale dalla fase di lockdown a quella della normalità, le autorità hanno deciso di scomporre i prossimi mesi in 4 fasi, che vanno dal 4 maggio fino alla fine di giugno. Nel procedere verso un graduale alleggerimento delle misure di restrizione, il governo ha sottolineato che sarà necessario mettere a disposizione tutti i mezzi di prevenzione, di disinfezione collettiva e individuale, le maschere riutilizzabili e lavabili, i dispositivi di misurazione della temperatura e infine i test di screening.

Il primo ministro tunisino Elyes Fakhfakh ha annunciato che, per quest’anno, il governo ha ridotto le sue previsioni di crescita dal 2,7% all’1%. Come parte del suo budget fiscale annuale, la Tunisia avrà bisogno di circa 3.6 miliardi di dollari di fondi, di natura interna o esterna. Oltre alla disoccupazione, nel Paese anche l’inflazione è elevata e i governi hanno lottato a lungo per frenare i deficit fiscali e controllare il debito pubblico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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