Nuovi focolai di coronavirus in Spagna: governo preoccupato

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 12:31 in Europa Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I nuovi focolai di coronavirus in alcuni territori della Spagna, come  la provincia di Huesca, in Aragona, dove tre comarche sono regredite alla fase 2 della riapertura, preoccupano delle autorità sanitarie mentre il resto del paese recupera gradualmente la normalità dopo la fine dello stato di allerta in vigore dal 14 marzo al 21 giugno. Il governo, riunito il 23 giugno per la prima volta dalla fine dello stato di allerta, ha annunciato che potrebbe chiedere nuovamente l’applicazione delle misure di isolamento straordinarie se le cose dovessero peggiorare.

Il Ministero della Salute aveva mantenuto in queste settimane una certa tranquillità circa l’entità dei nuovi focolai di contagio, ma si dice ora preoccupato per quanto accade in Aragona. In un’azienda agricola di Zaidín, provincia di Huesca, è stato istituito un “follow-up speciale” e, sebbene le autorità abbiano agito rapidamente e con forza, come spiegato questa mattina in un’intervista alla catena radiofonica Ser dal Ministro della Sanità, Salvador Illa, il Ministero della Salute ha emesso oggi misure applicabili a tre comarche della provincia pirenaica -Bajo Cinca, Cinca Medio e La Litera- che significa tornare alla Fase 2. Degli 11 focolai attivi in Spagna, quello in Aragona “è quello che ci preoccupa di più” – ha detto Illa.

Illa ha spiegato che “il focolaio è in procinto di essere controllato perché c’è stata una certa mobilità”, tuttavia, nel corso della giornata di oggi, 23 giugno, è previsto un incontro con l’assessore alla sanità del governo dell’Aragona, Sira Repollés, per organizzare la gestione del focolaio.

Nella suddetta società di Zaidín, ci sono stati otto stagionali positivi e questo fine settimana 178 lavoratori sono stati sottoposti al test PCR.

C’è un secondo focolaio nella provincia di Huesca tra gli adolescenti che hanno partecipato a un compleanno e si sono incontrati nei locali di un club ricreativo a Binéfar e un altro è in fase di studio, in questo caso in un ambiente familiare a Monzón.

Secondo quanto riferito dal Dipartimento della Salute dell’esecutivo di Saragozza, delle nuove infezioni rilevate in Aragona, 25 corrispondono alla provincia di Huesca e si trovano nelle comarche che tornano alla fase 2 della riaperutra. Di questi 25, 16 dei casi corrispondono a contatti di persone il cui caso era già stato diagnosticato in precedenza.

Le regioni che sono regredite alla Fase 2 sono zone agricole e si trovano nel bel mezzo della stagione di raccolta della frutta, motivo per cui hanno attratto più di 3.000 lavoratori stagionali da tutta la Spagna. Solo nella città di Zaidín si stima che ci siano circa 1.500 stagionali. Le autorità sanitarie dell’Aragona fanno appello alla responsabilità dei cittadini e raccomandano che in queste aree non vengano fatti spostamenti innecessari e si chiede a chi risiede in altre zone di evitare di recarsi nelle tre comarche sotto controllo.

Saragozza segnala che la capacità di assistenza è sufficiente, ma che se la situazione dovesse cambiare, dovrebbe essere attuato il piano di emergenza. Al momento, c’è un solo letto occupato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Barbastro, dove dovrebbero andare i pazienti dell’area interessata.

Allo stesso modo, i comuni di Zaidín e Fraga hanno allestito palazzetti dello sport separati per accogliere gli aspetti meno gravi e possono passare l’isolamento.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.