Malta: 1.700 sbarchi e 2.000 persone riportate in Libia in 4 mesi

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 20:32 in Immigrazione Malta

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Circa 2.000 migranti, intenzionati a raggiungere lisola di Malta, sono stati recuperati dalla Guardia Costiera Libica e messi in detenzione, nei primi quattro mesi del 2020. Queste le parole pronunciate in Parlamento, martedì 23 giugno, dal ministro degli Esteri maltese, Evarist Bartolo. Questultimo, interrogato sulla sua recente visita in Libia, ha altresì commentato la firma del protocollo d’intesa tra Tripoli e La Valletta, avvenuta il 28 maggio, per favorire una più stretta cooperazione in materia di immigrazione. In particolare, le due parti si sono impegnate a creare centri di coordinamento in entrambi i Paesi per combattere il traffico di esseri umani e limmigrazione clandestina. Le strutture inizieranno a funzionare a partire dal primo luglio.

Nella sua risposta al Parlamento, Bartolo ha specificato che quest’anno si è registrato un aumento quadruplo del numero di attraversamenti dalla costa nordafricana verso l’Europa, il che ha comportato un totale di arrivi sullisola pari a circa 1.700 persone, nei primi quattro mesi del 2020. Questi numeri rappresentano, da soli, la metà degli arrivi del 2019 e, se si considera che circa 2.000 migranti sono stati bloccati nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera Libica, si presume che gli sbarchi effettivi su Malta avrebbero potuto sfiorare le 4.000 unità.

Bartolo ha precisato che le autorità libiche stanno cercando di intensificare la lotta contro la tratta di esseri umani ma hanno bisogno di più risorse per pattugliare i loro confini. Il ministro degli Esteri ha poi espresso delusione per la mancanza di solidarietà dimostrata dai paesi dell’UE in merito alla gestione dellimmigrazione e ha avvertito che lepidemia di COVID-19 potrebbe peggiorare la situazione. Il virus potrebbe aggravare i livelli di povertà, ha avvertito il ministro maltese, e costringere un numero ancora più elevato di africani a raggiungere l’Europa nella speranza di una vita migliore. “Cercare di imporre accordi commerciali che mettono i Paesi africani in una posizione di svantaggio con le loro controparti europee peggiorerà la situazione piuttosto che favorire la crescita economica e la ricchezza, unici elementi che scoraggerebbero la migrazione”, ha affermato Bartolo in Parlamento.

Le parti hanno firmato il protocollo d’intesa contro l’immigrazione irregolare il 28 maggio, quando una delegazione maltese, presieduta dal primo ministro Robert Abela, si è recata in visita a Tripoli. In tale occasione, il premier del GNA, Fayez al-Sarraj, ha altresì discusso con il suo omologo maltese degli sviluppi in corso nella capitale libica e della volontà di rifiutare qualsiasi soluzione militare per risolvere la guerra civile. Al-Sarraj ha poi accolto con favore il sostegno di Malta al Governo di Accordo Nazionale e ha affermato che spera che la cooperazione tra i due Paesi aumenti. “Non vediamo l’ora di attivare relazioni bilaterali in tutti i campi”, aveva dichiarato Abela da parte sua, accettando di accelerare la firma di nuovi accordi di cooperazione e di coordinarsi nella lotta contro la pandemia di coronavirus.

Il governo maltese ha approvato all’unanimità, l’11 aprile, una decisione che impedisce alle navi delle organizzazioni no-profit e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero migranti, rifugiati e richiedenti asilo. La misura è stata adottata in maniera preventiva per cercare di limitare la diffusione dei contagi dovuti all’epidemia di coronavirus. Tuttavia, l’IOM e l’UNHCR hanno specificato che le misure di sanità pubblica, come le quarantene obbligatorie per un tempo limitato, lo screening medico e l’allontanamento fisico devono essere applicate senza discriminazioni, nel rispetto delle norme del diritto marittimo internazionale. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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