Libia: cosa è successo al vertice tra Italia e Germania

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 11:29 in Germania Italia Libia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, ha incontrato, a Roma, il suo omologo tedesco, Heiko MaasAl termine del vertice, che si è tenuto lunedì 22 giugno, i due omologhi hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, nel corso della quale hanno riepilogato i principali punti discussi durante l’incontro. 

Il primo tema è stato la Libia. A tale riguardo, Di Maio ha annunciato che poco dopo l’arrivo del suo omologo, i due si sono recati in visita presso il comando della missione UE volta a monitorare il rispetto dell’embargo sulle armi imposto sulla Libia dalle Nazioni Unite, l’Operazione Irini, di cui occorre garantire la totale neutralità. La visita, ha sottolineato il ministro italiano, giunge come conferma dell’importanza che tale missione riveste per entrambi i Paesi. A tale riguardo, Maas ha dichiarato di ritenere l’Operazione Irini determinante per il raggiungimento di una soluzione politica e ha annunciato la disponibilità del proprio Paese a rafforzare la missione, considerata necessaria per il rispetto dell’embargo sulle armi che, ha dichiarato il ministro tedesco, è eccessivamente violato. Sulla crisi in Libia, l’Italia ha espresso la propria preoccupazione per la continuazione delle ostilità sul campo e ha richiesto nuovamente moderazione a tutte le parti coinvolte nel conflitto. In aggiunta, Di Maio ha condannato, richiedendone la cessazione, il continuo afflusso di armamenti per entrambi gli schieramenti in violazione dell’embargo e la presenza di mercenari sul campo. Il perdurare della crisi in Libia, ha sottolineato il ministro Italiano, mette in pericolo non solo la sicurezza italiana, ma anche quella dell’intera Europa, dato che accresce la minaccia terroristica e favorisce l’aumento dei flussi migratori clandestini. In tale contesto, Di Maio ha dichiarato di ritenere ancora possibile una soluzione politica al conflitto in Libia, sotto l’egida delle Nazioni Unite e in linea con le conclusioni della Conferenza di Berlino. Perché ciò avvenga, ha aggiunto il ministro italiano, si rivela necessario il raggiungimento di un cessate il fuoco permanente, al fine di evitare il congelamento del conflitto e la partizione della Libia. A tale riguardo, ha annunciato Di Maio, l’Italia farà di tutto per evitare la partizione del Paese. 

Il secondo tema è stato il coronavirus, per cui Di Maio ha ringraziato l’omologo tedesco per l’aiuto ricevuto dalla Germania, con particolare riferimento ai circa 40 ricoveri in terapia intensiva di pazienti ricevuti dall’Italia. In aggiunta, il ministro italiano ha annunciato di aver effettuato una visita con l’omologo tedesco presso l’Istituto Spallanzani di Roma, per ringraziare il personale medico e sanitario per il lavoro svolto nella fase più critica dell’emergenza. Da parte sua, il ministro tedesco ha ringraziato Roma per l’allerta lanciata a livello europeo sulla gravità del virus al momento dello scoppio della pandemia.  

Durante la conferenza stampa congiunta, il capo della Farnesina ha altresì affrontato il tema dei rapporti bilaterali, sottolineando l’interdipendenza che vi è tra Italia e Germania e la possibilità, ulteriormente emersa nel corso dell’emergenza da coronavirus, che i due Paesi hanno di sviluppare particolari sinergie.  

Successivamente, Di Maio ha rivelato di aver discusso con il suo omologo i temi principali in materia di politica europea, in vista della prossima presidenza tedesca del blocco comunitariola quale avrà inizio il prossimo primo luglio. In particolare, il ministro italiano ha sottolineato il tema del piano settennale e degli aiuti agli Stati maggiormente colpiti dalla pandemia, ma anche l’immigrazione e il futuro delle relazioni con il Regno Unito. A tale riguardo, Maas ha dichiarato che in occasione dell’inizio del mandato tedesco di presidenza dell’UE, Italia e Germania potranno rilanciare insieme l’Europa.  

Per quanto riguarda l’immigrazione, il capo della Farnesina ha sottolineato l’importanza che tale tema riveste per l’Italia. L’emergenza da coronavirus, ha ricordato il ministro di Roma, ha avuto un forte impatto sul processo di riforma del sistema europeo di asilo, ritardando la pubblicazione del nuovo Patto. Nel frattempo, però, ha sottolineato Di Maio, i flussi migratori continuano a porre sfide agli Stati dell’Europa, con particolare riferimento agli Stati frontalieri, le quali si sono sommate a quelle poste dal virus, che ha sospeso il sistema vigente di redistribuzione dei migranti deciso con l’Intesa di Malta. In tale contesto, il ministro italiano ha sottolineato l’importanza del ruolo degli Stati dell’UE, ai quali ha chiesto impegno per il raggiungimento di un compromesso. Da parte sua, l’Italia ha proposto di inserire nel nuovo Patto un sistema bilanciato per la condivisione delle responsabilità di tutti gli Stati e il riconoscimento della specificità delle operazioni di Safe and Rescue (SAR) nel Mediterraneo, prevedendo altresì sistemi obbligatori per la redistribuzione dei migranti e regole condivise sulla disciplina delle navi private, oltre a un sistema europeo dei rimpatri. In aggiunta, Di Maio ha ricordato l’importanza di incrementare il dialogo con gli Stati terzi, per prevenire l’immigrazione clandestina fornendo adeguate risorse economiche. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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