Egitto, coronavirus: il governo annuncia la fine del coprifuoco

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 19:31 in Africa Egitto

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LEgitto ha annunciato che, da sabato 27 giugno, rimuoverà il coprifuoco notturno, in vigore dal 25 marzo per frenare i casi di coronavirus, e riaprirà i ristoranti, i caffè e i luoghi di culto, anche se con limiti sul numero di ingressi. Le nuove misure, rese note martedì 23 giugno dal primo ministro Mostafa Madbouly, saranno introdotte nonostante l’Egitto abbia assistito, nelle ultime settimane, ad una accelerazione dei contagi, confermata dai dati del Ministero della Salute che hanno registrato finora un totale di circa 56.809 pazienti infetti, inclusi 2.278 decessi. In particolare, da fine maggio, vengono regolarmente segnalati più di 1.000 nuovi casi al giorno, numeri che ricordano i tempi in cui vennero introdotte le misure più restrittive.

Pur riconoscendo che la minaccia non è ancora stata ridimensionata, Madbouly ha affermato che i cittadini dovranno imparare a convivere con la pandemia, mentre il governo cerca di limitare l’impatto del virus sull’economia. “Abbiamo ancora la capacità di assorbire i numeri attuali e possediamo una riserva esistente di ospedali, ovvero quelli delle forze armate e della polizia”, ha dichiarato il premier.

Ristoranti e caffè riprenderanno a funzionare al 25% della loro capacità e chiuderanno alle 22:00, mentre le moschee e le chiese saranno aperte per le preghiere quotidiane ma non per le preghiere o i servizi di fine settimana, che solitamente vedono una partecipazione più ampia. Anche cinema e teatri riapriranno con una capacità del 25%. Le spiagge e i parchi pubblici rimarranno chiusi e il trasporto pubblico sarà sospeso da mezzanotte fino alle 4 del mattino. La maggior parte degli hotel turistici disporrà di proprie spiagge e piscine private.

Anche il coprifuoco sarà completamente revocato a partire da sabato. Dal primo luglio, invece, il governo del Cairo riaprirà tutti gli aeroporti al traffico internazionale e renderà visitabili le sue principali località turistiche.

Come in altri Paesi, si ritiene che anche in Egitto molti casi di coronavirus non siano stati ufficialmente segnalati. Un sondaggio telefonico condotto da Baseera, un centro privato che conduce ricerche sullopinione pubblica, ha rivelato che sarebbero quasi 616.000 gli egiziani sopra i 18 anni infettati dal virus. Circa il 15% ha dichiarato di essere risultato positivo dal test, altri, invece, hanno affermato di essere stati considerati infetti dopo normali esami del sangue, radiografie del torace o visite mediche. Quasi il 16% si è auto-diagnosticato, data la compatibilità dei sintomi. Il governo, da parte sua, non ha commentato i risultati del sondaggio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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