Algeria: i dubbi dei partiti islamisti su alcuni emendamenti costituzionali

Pubblicato il 23 giugno 2020 alle 16:13 in Africa Algeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Movimento algerino per la società della pace ha espresso perplessità in merito ad alcuni emendamenti in discussione sul progetto di Costituzione.

In un articolo pubblicato sul proprio sito web, il capo del partito, Abderrazak Makri, ha affermato che “una nuova lettura in molti dei testi proposti nel progetto di emendamento costituzionale” è necessaria a causa dei dubbi che i funzionari nutrono nei confronti di alcune proposte. Nello specifico, l‘articolo, intitolato “A beneficio di chi è stato scritto il progetto di costituzione?”, ha delineato le questioni che Makri ritiene motivo di allarme per il proprio partito, tra cui “amplificare i poteri del presidente della Repubblica in conformità con gli articoli 95 e 96, e privando qualsiasi maggioranza parlamentare indesiderabile”.

L’emendamento costituzionale proposto crea una nuova posizione per il vice presidente, e sostituisce il primo ministro nominato da una maggioranza parlamentare con uno scelto dal presidente, e prevede inoltre di sostituire la Corte costituzionale con un Consiglio costituzionale.

A tal proposito, il dubbio sollevato riguarda la possibilità di “facilitare la rimozione del presidente in modo garantito, antidemocratico, creando la posizione del vicepresidente”. Stando all’articolo 98, paragrafo 7, il vicepresidente può ereditare tutte le giurisdizioni del presidente qualora ci sia un vacuum istituzionale. Inoltre, il vicepresidente può appartenere a una delle correnti politiche minori che non vincono mai le elezioni.

Il mandato dell’esercito, prosegue l’articolo, è stato modificato con la revoca per la prima volta del divieto di partecipazione alle operazioni militari all’estero. “Questa è una decisione tipica volta a proteggere gli interessi del Paese al di fuori dei suoi confini … ma potrebbe portare a cambiare la dottrina dell’esercito se il sistema finisce in uno stato di totale debolezza, a causa di crisi economiche che potrebbero trasformare le forze armate in un organismo funzionale al servizio degli interessi del colonialismo e della sua politica estera”, ha riportato Makri.

Il capo del partito ha altresì evidenziato i piani per eliminare la parola “società” dall’articolo 72 dell’attuale Costituzione, nel tentativo di negare la responsabilità della società per la protezione della famiglia e dei bambini e, di conseguenza, attribuirla solo allo Stato in tale ambito. Ciò, ha spiegato Makri, è parte di “una politica coloniale volta a smantellare la famiglia algerina impedendo alla società di proteggersi da sola in cooperazione con lo Stato o nel caso in cui le istituzioni ufficiali rinuncino a proteggere la famiglia o si impegnino nel compito di smantellare i valori familiari in risposta a programmi stranieri”.

Altri termini cambiati, ha rivelato il capo del più grande partito islamista di Algeri, sono volti a distruggere i valori e i principi del Paese, danneggiando il proprio sistema educativo. Ciò impedirà ai cittadini di sentirsi “in armonia con la loro identità”, ha avvertito Makri.

Parallelamente, il leader del Fronte Islamico Algerino di Giustizia e Sviluppo, Abdallah Djaballah, ha affermato che il progetto di emendamento costituzionale è stato proposto da figure che “mirano a secolarizzare la società e distruggere l’Islam”. In particolare, Djaballah ha protestato contro i meccanismi adottati nella stesura del testo, i quali, a detta del leader, sono stati determinati da élite secolari in contraddizione con il dovere dello Stato di consultare specialisti.

A tal riguardo, il Fronte per la Giustizia e lo Sviluppo ha chiesto la sostituzione del comitato di 15 esperti costituzionali con un comitato di figure competenti con diverse specialità, sottolineando che quest’ultimo dovrebbe stabilire istituzioni legittime che soddisfino le ambizioni degli algerini nel raggiungimento di giustizia, uguaglianza, libertà e progresso.

In tale quadro, il presidente algerino, Abdelmajid Tebboune, ha dichiarato che il progetto di emendamento è aperto a “omissioni e arricchimenti”, e che la versione finale verrà ratificata solo dopo aver ricevuto le proposte dei vari partiti politici e sarà “consensuale”. Il 21 giungo, uno degli assistenti del presidente, Mohammed Laqab, ha rivelato ai media locali che la presidenza ha ricevuto più di 1.800 contributi al dibattito costituzionale, specificando inoltre che è stata formata una commissione a livello presidenziale per approvare o respingere tali proposte.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.