Venezuela: ritorno alla quarantena totale

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 8:49 in America Latina Venezuela

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Il Venezuela ritorna alla quarantena totale. Il governo di Nicolás Maduro ha ordinato una quarantena “radicale, sociale, disciplinata e consapevole” a fronte dell’aumento delle infezioni da Covid-19 negli ultimi giorni.

“Il coronavirus è entrato in una nuova e pericolosa fase, dobbiamo contenerla” – ha avvertito il generale Vladimir Padrino López, ministro della Difesa. Le statistiche ufficiali riportano 3.790 casi e 33 decessi, tre dei quali si sono verificati nelle ultime ore.

Il paese sudamericano aveva iniziato una ripresa delle attività economiche, sospesa in un momento in cui tutta la regione attraversa una preoccupante fase di crescita esponenziale di Covid-19. Le autorità sanitarie hanno registrato 77 infezioni nel mercato delle pulci di Maracaibo, la seconda città del paese. Questo mercato è il principale asse di commercio in città e nei comuni che lo circondano. Secondo il sindaco, 600 persone sono risultate positive.

“La mancanza di azioni previe da parte di governi inetti ha fatto sì che la città diventasse il principale focolaio in Venezuela. Lo stato di Zulia è vulnerabile e abbandonato” – ha denunciato Manuel Rosales, leader dell’opposizione ed ex sindaco di Maracaibo.

Il governo chavista ha ordinato l’attuazione di misure speciali in 10 stati del paese per una settimana, tra cui la sospensione del servizio della metropolitana nella capitale Caracas e il treno pendolare per le Valles del Tuy. Saranno inoltre installate barriere di contenimento tra i diversi quartieri di Caracas per impedire passaggi e assembramenti

“Eviteremo la comunicazione tra stati e comuni, non ci sarà mobilità per evitare la catena di contagio. Sono misure precoci, chiediamo collaborazione alla popolazione, è per la salute di tutti” – ha affermato la vicepresidente Delcy Rodríguez.

La quarantena riguarda anche i 24 settori economici riaperti nei giorni scorsi. “Si fermano, tutti a casa” – ha chiarito Rodríguez. Tra i settori paralizzati vi sono studi medici e dentistici, parrucchieri, banche, compagnie assicurative, officine, negozi, centri commerciali, palestre e veterinari.

La decisione del governo di riaprire aveva fatto sì che migliaia di venezuelani andassero nei centri commerciali per provare a fare acquisti.

L’opposizione ha ripetutamente denunciato le condizioni spaventose del sistema sanitario pubblico, il numero minimo di test PCR e la costante disinformazione. Giornalisti e dottori che riferiscono di ciò che il governo sta nascondendo sono perseguiti e arrestati.

Per il team sanitario che collabora con il leader dell’opposizione e autoproclamato presidente ad interimJuan Guaidó, è significativa l’improvvisazione in materia sanitaria da parte del governo, impegnato nel dominare sulla società piuttosto che combattere la pandemia.

L’apertura economica si scontra anche con la grave crisi dell’economia venezuelana, che negli ultimi sei anni ha perso circa il 70% del suo PIL, un declino che si sta approfondendo con la pandemia. Inoltre, il collasso generale dei servizi pubblici rende molto difficile la quarantena nelle case, dove i servizi di acqua, elettricità, gas e internet subiscono continue interruzioni.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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