USA-Russia: colloqui bilaterali sul controllo degli armamenti

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 17:36 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Russia hanno avviato una serie di colloqui sul tema del controllo degli armamenti, il 22 giugno, otto mesi prima della scadenza di un accordo sulla proliferazione nucleare. 

Il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha incontrato l’inviato speciale degli Stati Uniti, Marshall Billingslea, nella capitale austriaca, Vienna, il 22 giugno, per discutere dell’accordo, noto come il “New START”, in vigore da 10 anni e che scadrà alla fine di febbraio 2021. Si tratta dell’ultima intesa sul controllo degli armamenti nucleari rimasta in vigore tra Washington e Mosca.

Si stima che le due potenze, insieme, controllino circa il 90% delle armi nucleari del mondo. L’incombente scadenza dell’accordo ha suscitato preoccupazioni per una rinnovata corsa agli armamenti. Gli Stati Uniti hanno affermato che i limiti relativi al controllo degli armamenti sono obsoleti. Secondo la Casa Bianca, anche la Cina deve essere inclusa in un nuovo regime di limitazioni relativo alle armi nucleari. Da parte sua, Pechino ha ripetutamente affermato di non essere interessata ad aderire. A tale proposito, un esperto di sicurezza russo, Dmitry Suslov, prima dell’incontro del 22 giugno, ha dichiarato che è improbabile che gli Stati Uniti prolunghino l’accordo “New START” senza portare la Cina al tavolo dei negoziati.

Il 21 maggio, l’amministrazione Trump aveva annunciato che gli Stati Uniti si ritireranno dal Trattato sui Cieli Aperti (OST), un’importante misura di controllo degli armamenti che ha favorito la trasparenza e il rafforzamento della fiducia tra 34 Stati partecipanti. In una dichiarazione rilasciata alla stampa, il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, aveva affermato che gli Stati Uniti invieranno il loro preavviso di 6 mesi a tutti i Paesi coinvolti, per notificare il ritiro dall’OST. Giustificando la decisione, Pompeo aveva dichiarato: “La Russia è stata un trasgressore seriale di molti dei suoi obblighi e impegni in materia”. Il trattato consente agli Stati membri di sorvolare sul territorio di un altro Paese, con aerei disarmati, dando un preavviso di 72 ore. 

La decisione degli Stati Uniti di uscire dall’OST arriva dopo che Washington aveva abbandonato il Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio (INF), il 2 agosto 2019. Le disposizioni globali sul controllo degli armamenti erano già in uno stato di caos e questo nuovo annuncio aumenta la tensione nel settore. Secondo la Casa Bianca, i recenti sviluppi sono dovuti all’apparente violazione della Russia dei suoi impegni. Tuttavia, un’altra ragione è l’intensificarsi della concorrenza sino-statunitense nella Difesa e la determinazione di Washington a non auto-limitarsi nello sviluppo di nuove tecnologie. 

La decisione di Trump di ritirarsi dal trattato potrebbe essere considerata un preludio di ciò che potrebbe accadere per quanto riguarda un’altra misura di controllo degli armamenti, che dovrà essere presto rinnovata. L’accordo bilaterale START con la Russia, che pone un limite al numero di missili nucleari dispiegati a 1.550 per parte, deve essere rinnovato a febbraio 2021. Dato il recente atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti delle misure globali di controllo degli armamenti, è possibile che Washington non abbia intenzione di continuare con tale accordo.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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