Somalia: almeno 7 persone uccise in 2 attentati separati

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 12:28 in Africa Somalia

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In Somalia, almeno 7 persone sono rimaste uccise in due esplosioni separate, avvenute tra sabato 20 e domenica 21 giugno. Nel primo attentato, due bombe sono state detonate davanti alla casa di un ufficiale militare nella città di Wanlaweyn, situata a circa 90 km a Nord-Ovest dalla capitale, Mogadiscio. In seguito all’incidente, 4 persone, tra cui soldati e civili, sono rimaste uccise. “Dapprima, abbiamo sentito un’esplosione. Poi, quando gli agenti e alcuni residenti si sono recati davanti all’abitazione per scoprire cosa avesse causato lo scoppio, abbiamo udito una seconda esplosione”, ha dichiarato Mohamed Nur, ufficiale di polizia di Wanlaweyn.

Nel secondo attacco, invece, avvenuto domenica 21 giugno, tre attentatori suicidi a bordo di un’auto si sono fatti saltare in aria davanti a un checkpoint militare nella città di Bacadweyn, nello stato di Galmudug, nella Somalia centrale. I soldati hanno tentato di sparare al veicolo in avvicinamento, ma 3 sono rimasti uccisi e 2 gravemente feriti. Secondo il maggiore Abdullahi Ahmed, un ufficiale militare della vicina città di Galkayo, in questo tipo di attentati gli obiettivi principali sono solitamente le forze armate, ma spesso non vengono risparmiati i civili.

Solo qualche giorno prima, giovedì 18 giugno, almeno 4 civili erano rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada di Mogadiscio. Altre 3 persone erano rimaste ferite. L’attacco si era verificato precisamente nel distretto di Hodan, vicino a una scuola della Fondazione turca Maarif.

Attentati di questo tipo sono spesso compiuti da militanti appartenenti all’organizzazione somala di al-Shabaab. Il gruppo, il cui nome arabo significa “la gioventù”, è stato fondato nel 2006 ed è un affiliato di al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la Sharia. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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