L’Iraq e la lotta contro l’ISIS: gli “eroi” danno il via alla terza fase

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 13:16 in Iraq Medio Oriente

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L’Iraq ha annunciato, lunedì 22 giugno, l’avvio di una nuova operazione militare volta a dare la caccia alle cellule dell’ISIS ancora attive in alcune aree del Paese.

In particolare, l’operazione, intitolata “Gli eroi dell’Iraq, fase tre” ha interessato perlopiù le aree settentrionali di Salah al-Din e Kirkuk, situate a Nord di Baghdad, oltre alla regione orientale di Diyala, ed ha visto la partecipazione delle forze dell’apparato di sicurezza iracheno, le quali si sono avvalse del sostegno delle forze aeree della coalizione internazionale anti-ISIS a guida statunitense. Inoltre, secondo quanto specificato dal comandante a capo dell’operazione, Yahya Rasoul, le forze via terra sono giunte dal comando generale di tutti e tre i governatorati, guidate del Ministero della Difesa iracheno, e sono state affiancate altresì dalle Forze di Mobilitazione Popolare, così come da membri della polizia federale e da squadre speciali di pronto intervento. A detta di un ufficiale del Ministero della Difesa, l’obiettivo è garantire la sicurezza delle tre regioni e potenziarne la stabilità. L’operazione, è stato specificato, fa affidamento su informazioni accurate e rilevanti fornite dai servizi di intelligence.

Un’operazione simile, intitolata “Gli eroi dell’Iraq, la vittoria della sovranità”, era stata lanciata il 2 giugno scorso, sotto l’egida del premier iracheno, Mustafa al-Kadhimi. Anche in questo caso, l’obiettivo era far fronte alla crescente minaccia posta dall’ISIS, intensificatasi nel corso degli ultimi mesi soprattutto nel cosiddetto “triangolo della morte”, rappresentato dalle aree di Kirkuk, Salah al-Din e al-Anbar. “Gli eroi delle forze armate di ogni genere sfidano il nemico e svolgono un ruolo eroico nel prosciugare le fonti del terrorismo, nonostante le circostanze difficili e le molteplici sfide che il Paese sta affrontando” erano state le parole del premier.

In tale quadro, il 21 giugno, la Media Security Cell ha riferito che, grazie al supporto dei velivoli della coalizione a guida statunitense, le forze irachene sono riuscite ad individuare e distruggere otto nascondigli dell’ISIS, da cui i militanti terroristi avevano condotto diversi attentati nei giorni precedenti nel governatorato di Salah al-Din. Non da ultimo, sono stati altresì colpiti altre tre accampamenti dello Stato Islamico presso Kirkuk.

“Gli eroi dell’Iraq” va ad aggiungersi alle precedenti iniziative intraprese dalle forze irachene. In tale quadro, il 17 maggio, l’apparato di sicurezza iracheno aveva dato avvio ad una nuova operazione, intitolata “Leoni dell’isola”, il cui obiettivo era far fronte alle cellule dormienti dell’ISIS tuttora attive nell’Ovest di Salah al-Din, nel Sud di Ninive, nel Nord di Anbar e in alcune aree al confine siro-iracheno, su un totale di undici assi. Tra gli ultimi risultati raggiunti, il 20 maggio, i servizi di intelligence iracheni hanno riferito di aver arrestato uno dei maggiori leader dello Stato Islamico, Abdulnasser al-Qirdash, candidato alla successione della precedente guida, al-Baghdadi. Successivamente, il 26 maggio, le autorità irachene hanno dichiarato l’uccisione di Moataz Najim al-Jubouri, il cosiddetto “governatore dell’Iraq” per l’ISIS ed il terzo leader principale dell’organizzazione, a seguito di un’operazione condotta dalla coalizione internazionale anti-ISIS nella regione siriana di Deir ez-Zor.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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