L’Egitto firma 12 accordi per l’esplorazione di gas e petrolio

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 9:57 in Africa Egitto

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L’Egitto ha firmato 12 accordi con le principali compagnie internazionali per l’esplorazione di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale e occidentale, nel Mar Rosso, e nel deserto occidentale, con un investimento di oltre 1 miliardo di dollari.

È quanto riportato dal ministro del Petrolio del Cairo, Tarek El Molla, il quale ha altresì specificato che le nuove convenzioni, recentemente approvate dal governo, sono una testimonianza del successo raggiunto dal settore petrolifero egiziano.

I 12 accordi sono stati sottoscritti con giganti del petrolio e del gas quali le americane Chevron, Nobel e Mubadala, l’italiana Edison, l’inglese BP, la francese Total, l’olandese Royal Dutch Shell, e la Kuwait Foreign Petroleum Exploration Company (Kufpec).

Inoltre, sul piano locale, sono stati firmati 8 accordi con la Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) per l’esplorazione nel Mediterraneo orientale e occidentale, 3 con la Ganoub El Wadi Petroleum Holding Company (Ganope) per il Mar Rosso, e un altro con l’Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC) per il deserto occidentale.

Partendo da un investimento minimo di 1 miliardo di dollari e una firma bonus di 19 milioni di dollari, i patti includono la perforazione di 21 pozzi.

El Molla ha sottolineato che, negli ultimi sei anni, il Ministero del Petrolio ha ratificato un totale di 84 accordi per l’esplorazione di petrolio e gas. Tali convenzioni hanno generato investimenti per circa 15 miliardi di dollari, e una firma bonus di oltre 1 miliardo per trivellare 351 pozzi.

L’Egitto è il più grande produttore di petrolio dell’Africa non appartenente all’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, e il terzo produttore di gas naturale nel continente dopo l’Algeria e la Nigeria. A tal proposito, nel settembre 2018, il Ministero del Petrolio egiziano ha annunciato il conseguimento di un traguardo notevole, ovvero l’autosufficienza di gas. La produzione complessiva di gas naturale è aumentata, in tale anno, a circa 161,4 milioni di metri cubi al giorno.

Nel 2015, la scoperta di un giacimento gassoso di 850 miliardi di metri cubi nel Mediterraneo orientale, Zohr, effettuata da Eni, ha rivitalizzato il settore energetico egiziano. Il campo è stato messo in moto a velocità record, e la produzione dal gigante offshore sta contribuendo a trasformare il profilo del gas del Paese. La nuova legge sul mercato del gas, approvata nel luglio 2017, è stata significativa ai fini di questa nuova esplorazione, in quanto ha modernizzato il contesto normativo per il mercato a valle in cui la produzione da questi campi sarà venduta. Oltre a regolamentare il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio del gas, la legge ha incoraggiato anche la partecipazione del settore privato alle attività a valle del gas e ha istituito un organo regolatore indipendente, l’Autorità di regolamentazione del gas.

Stando al report della US Energy Information Administration, il quale a sua volta riprende diverse analisi, le stime sulle riserve di petrolio greggio in Egitto variano da fonte a fonte. Il quotidiano Oil & Gas (OGJ) ritiene che le riserve comprovate egiziane abbiano tenuto a una costante di 4,4 miliardi di barili dal 2011, un aumento rispetto ai 3,7 miliardi di barili nel 2010. Tuttavia, secondo l’Economist Intelligence Unit (EIU) e la Statistical Review of World Energy, le riserve accertate sono diminuite da un picco di circa 4,5 miliardi di barili nel 2010 a circa 3,5 miliardi di barili nel 2016.

La maggior parte della produzione di greggio in Egitto proviene dal deserto occidentale e dal Golfo di Suez, mentre un’altra modesta percentuale è prodotta nel deserto orientale, nel Sinai, nel Mar Mediterraneo, nel Delta del Nilo e nell’Alto Egitto. Una delle principali sfide per il Paese è quella di soddisfare la crescente domanda interna di petrolio in un contesto di calo della produzione. Attualmente, il consumo di greggio in Egitto supera la propria produzione petrolifera. L’uso totale di greggio nel Paese è aumentato di circa il 16% dal 2007, e si prevede un’ulteriore crescita nei prossimi anni.

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Mariela Langone

 

di Redazione

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