Corea del Nord minaccia una “punizione” contro la Corea del Sud

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 14:25 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord ha reso noto di aver preparato una “punizione” contro la Corea del Sud, che continua a permettere la distribuzione di volantini contro Pyongyang lungo il confine. 

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, i “disertori” che vivono in  Corea del Sud inviano materiale che critica il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong Un. I  messaggi sono generalmente attaccati a palloncini o nascosti in bottiglie che vengono abbandonate in mare. Di conseguenza, Pyongyang ha deciso di avviare una simile iniziativa per “punire” Seul. I preparativi per “la più grande distribuzione mai effettuata di volantini contro il nemico” sono quasi completi, afferma un rapporto dell’agenzia di stampa statale nord-coreana. A tale fine, le “istituzioni editoriali e tipografiche di tutti i livelli della capitale hanno prodotto 12 milioni di volantini di ogni tipo”. Questi dovrebbero riflettere “l’ira e l’odio di persone di ogni estrazione sociale”, secondo la stampa. Inoltre, sono stati preparati più di “3000 palloncini di vario tipo, in grado di spargere volantini nelle profondità della Corea del Sud”. 

Tali affermazioni arrivano dopo che, il 17 giugno, Pyongyang ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento congiunto che era stato istituito nella città di confine di Kaesong come parte degli sforzi diplomatici per una riconciliazione inter-coreana. Questo gesto arrivava dopo che, il 15 maggio, il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, si era offerto di inviare i propri rappresentanti per avviare un dialogo. Tuttavia, Kim Yo Jong, la sorella del leader nordcoreano, Kim Jong Un, aveva respinto categoricamente la proposta. La donna aveva deriso l’offerta di Moon e lo aveva accusato di utilizzare i propri delegati per superare le crisi e suggerire “proposte assurde”. “La soluzione all’attuale crisi tra Nord e Sud causata dall’incompetenza e dall’irresponsabilità delle autorità sudcoreane è impossibile e può essere risolta solo quando verrà pagato il prezzo adeguato”, aveva riferito Kim Yo Jong, secondo la stampa nordcoreana. In risposta, l’ufficio di Moon aveva dichiarato che il Sud non avrebbe più accettato “comportamenti irragionevoli” da parte del Nord.

Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine alla guerra. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato trattato di pace. In tale contesto, gli Stati Uniti sono intervenuti per cercare di trovare una soluzione alla tensione tra i due Paesi, alla luce dei minacciosi programmi nucleari avviati dalla Corea del Nord. Il 12 giugno 2018, in uno storico colloquio, Kim Jong-un aveva incontrato il presidente degli USA, Donald Trump, a Singapore per la prima volta. Durante tale incontro, i leader hanno concordato una reciproca collaborazione per smantellare il programma nucleare del Paese asiatico in cambio della rimozione delle sanzioni internazionali. Tuttavia, durante il secondo incontro tra i leader, avvenuto il 28 febbraio 2019 a Hanoi, in Vietnam, i colloqui tra le due parti si sono interrotti inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni che ha portato alla brusca conclusione delle iniziative diplomatiche.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

 

di Redazione

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