Afghanistan: uomini armati uccidono un poliziotto a Kabul

Pubblicato il 22 giugno 2020 alle 11:04 in Afghanistan Asia

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Due uomini armati hanno ucciso un poliziotto e ferito altri 2 agenti nella città di Kabul, il 22 giugno. Si tratta dell’ennesimo attacco contro le forze di sicurezza afghane. 

L’assalto è avvenuto in piazza Deh Mazang, nella capitale afghana di Kabul. Due uomini armati hanno iniziato a sparare alla polizia e poi sono fuggiti, secondo quanto hanno riferito i testimoni oculari presenti sulla scena. “Gli aggressori stavano camminando nell’area armati e sono fuggiti dopo l’attacco”, hanno riferito i presenti al quotidiano afghano, Tolo News. Le vittime sono state portate nel più vicino ospedale. Al momento, nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’aggressione e i funzionari di polizia non hanno rilasciato commenti. L’episodio rappresenta l’ennesima violenza contro le forze di sicurezza dell’Afghanistan. Nonostante i progressi diplomatici, come lo “storico” accordo di pace tra Stati Uniti e talebani, firmato il 29 febbraio, le violenze continuano a sconvolgere il Paese. 

L’ultimo assalto si era verificato il 17 giugno, quando 7 poliziotti sono stati uccisi dai talebani nella provincia di Baghlan. L’attacco ha avuto luogo a Pul-e-Khumri, capitale della provincia, presso una base militare. Nell’aggressione, anche il gruppo di militanti islamisti ha riportato vittime, ma non sono state rivelate informazioni precise a tale riguardo. Poche ore prima, nella notte tra il 16 e il 17 giugno, 17 agenti delle forze di sicurezza afghane sono stati uccisi in due attacchi separati. Uno ha avuto luogo nella provincia settentrionale di Jawzjan e l’altro nella città di Kunduz. 

A tale proposito, è importante sottolineare che una serie di nuovi dati, resi noti il 15 giugno dalle istituzioni afghane, rivela che 171 membri delle forze di sicurezza nazionali hanno perso la vita in scontri con i militanti islamisti, in una settimana. Le violenze continuano nonostante gli sforzi diplomatici per raggiungere una stabilità nel Paese. Durante gli stessi 7 giorni, altri 250 agenti sono rimasti feriti e i talebani hanno effettuato un totale di 222 attacchi in 29 provincie. In tale contesto, i funzionari afgani affermano che questa situazione potrebbe compromettere il processo di pace. 

Uno scenario di instabilità caratterizza l’Afghanistan da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. 

Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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