Il Kenya ottiene il nuovo seggio africano nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Pubblicato il 21 giugno 2020 alle 7:17 in Africa Kenya

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Il Kenya ha prevalso sul Gibuti come nuovo membro africano del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo che l’Assemblea generale non era riuscita a scegliere tra i due candidati al primo turno. Nel voto per il seggio africano dellorgano a 15 membri dellONU, il Kenya ha ricevuto 129 voti, mentre il Gibuti 62. La votazione del primo turno, tenutasi mercoledì 17 giugno, non aveva visto nessuno dei due Paesi ricevere la maggioranza dei due terzi richiesta.

Il Kenya si unirà a Norvegia, Irlanda, India e Messico, eletti mercoledì come membri non permanenti per un mandato di due anni a partire dal 1 gennaio 2021. Il Paese dell’Africa orientale sostituirà il Sudafrica.

Negli anni precedenti, gli ambasciatori di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite si erano radunati nella sua vasta camera dell’UNGA per votare a scrutinio segreto, ma la pandemia di coronavirus ha costretto l’organismo mondiale ad adottare nuove regole. Per evitare un grande raduno e garantire l’allontanamento fisico, agli ambasciatori che indossavano maschere venivano assegnate fasce orarie per il voto e sparse nella camera per segnare le loro schede.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha cinque membri permanenti che esercitano il potere di veto. Si tratta di Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Gli altri 10 membri sono eletti con seggi assegnati per gruppi regionali e durano in carica 2 anni. Il Consiglio di Sicurezza è l’unico organo delle Nazioni Unite che può prendere decisioni giuridicamente vincolanti, come l’imposizione di sanzioni e l’autorizzazione all’uso della forza.

Il Kenya è un Paese dell’Africa orientale a maggioranza cristiana, il cui 11,1%, tuttavia, professa la fede musulmana. Nonostante non sia mai stato teatro di conflitti religiosi interni, lo Stato africano è colpito dalla violenza dell’organizzazione terroristica somala al-Shabaab, contro cui combatte dal 2011, nell’ambito della missione in Somalia dell’Unione Africana, AMISOM. La maggior parte degli attacchi dei jihadisti somali in Kenya avviene al confine con la Somalia, nel Nord del Paese. Gli attentati più mortali compiuti da al-Shabaab in Kenya sono avvenuti il 21 settembre 2013, presso il Westgate shopping mall di Nairobi, in cui morirono almeno 67 persone, e il 2 aprile 2015 nel nord-est del Paese, dove militanti armati fecero irruzione nel Garissa University College, uccidendo 148 individui.

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Chiara Gentili

di Redazione

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