Macron a Londra in occasione dell’anniversario dell’appello di De Gaulle

Pubblicato il 20 giugno 2020 alle 7:00 in Francia UK

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è recato in Gran Bretagna per discutere della Brexit con il primo ministro, Boris Johnson, in occasione dell’anniversario del cosiddetto “Appello” di Charles De Gaulle da Londra del 1940. 

Macron ha sottolineato l’importanza del 18 giugno 1940, giorno in cui il generale Charles De Gaulle ha fatto il primo appello alla resistenza diretto alla Francia occupata dai nazisti, dal quartier generale della BBC di Londra, durante la seconda guerra mondiale. È stato il primo viaggio di Macron fuori dalla Francia a seguito dello scoppio della pandemia di coronavirus. Il presidente francese e Johnson discuteranno della risposta alla pandemia e della Brexit.

La Gran Bretagna, che ha lasciato l’Unione il 31 gennaio, ma deve finalizzare un accordo entro la fine dell’anno. “Abbiamo concordato da entrambe le parti di intensificare i colloqui, non vogliamo portarla troppo avanti, non aspetteremo che l’accordo venga rimandato in autunno e in inverno”, ha dichiarato il segretario agli Esteri britannico, Dominic Raab. Questo ha poi aggiunto che la visita di Macron ha mostrato che, nonostante alcune difficoltà, le relazioni franco-britanniche sono ancora forti, in caso di necessità. “Ci sono una vasta gamma di problemi – Brexit, COVID – e sto collaborando a stretto contatto con i francesi anche per quanto riguarda l’Iran, il Medio Oriente e Hong Kong”, ha riferito Raab. “In realtà è una relazione davvero importante e siamo orgogliosi che venga qui, conferendo tale onore a Londra e al popolo britannico”, ha aggiunto.

Durante i negoziati per la Brexit, il  governo del Regno Unito ha deciso di effettuare, a partire dal primo gennaio 2021, controlli meno rigorosi di quanto inizialmente previsto sui beni provenienti dall’Unione Europea. È quanto rivelato, venerdì 12 giugno, dalla BBC, la quale ha sottolineato che sebbene Londra abbia confermato di voler procedere effettuando controlli sui beni provenienti dall’Europa, questi non saranno più totali, come inizialmente previsto. La decisione, secondo quanto rivelato da alcune fonti, deriva dal fatto che in virtù dell’emergenza da coronavirus, Londra ha capito di dover adottare un approccio più pragmatico e flessibile. 

Tuttavia, ciò non significa che il Regno Unito sia ancora disposto a prorogare i termini della Brexit. Al contrario, il capo gabinetto di Londra, Michel Gove, ha già chiarito di aver ribadito all’UE l’intenzione del governo inglese di non estendere i termini per la Brexit, dato che ormai è troppo tardi per procedere in tale direzione. Ciò che è ancora possibile fare, tuttavia, ha spiegato Gove, è alleggerire i controlli alla frontiera, almeno in via temporanea. In particolare, un regime di controlli meno rigoroso sarà in vigore in alcuni porti, come Dover, e rimarrà valido anche in caso di mancato raggiungimento di un accordo con Bruxelles entro il prossimo 31 dicembre. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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