L’UE vuole portate Pechino difronte al tribunale dell’Aia per Hong Kong

Pubblicato il 20 giugno 2020 alle 14:12 in Cina Europa Hong Kong

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Il portavoce della Commissione Affari Esteri dell’Assemblea nazionale del Popolo cinese (ANP), You Wenze, si è fermamente opposto e ha condannato la risoluzione proposta dal Parlamento Europeo per portare la Repubblica Popolare Cinese (RPC) difronte alla Corte di Giustizia Internazionale dell’Aia, se dovesse adottare la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, il 20 giugno.  Nella stessa giornata, Pechino ha reso noti alcuni contenuti della proposta di legge definitiva, senza tuttavia chiarire la data della sua eventuale entrata in vigore.

Il portavoce ha dichiarato che si è trattato di un grave atto di interferenza negli affari interni del proprio Paese, in quanto questioni di sicurezza nazionale riguardano la sovranità e l’integrità territoriale e spettano al governo centrale di ogni Paese. A sua detta, la legge prevista per Hong Kong non danneggerà né la sua autonomia, né i diritti umani dei suoi abitanti, ma anzi aumenterà la sua stabilità e la sua sicurezza, rispettando sia la Costituzione cinese, sia la Basic Law di Hong Kong, una legge nazionale della RPC che funge da costituzione de facto per Hong Kong e che fu adottata in seguito alla sua cessione alla Cina da parte del Regno Unito, il 1 luglio 1997. Il portavoce ha poi affermato che la nuova legge sulla sicurezza nazionale è stata elaborata in seguito all’escalation di quelle che sono state definite “violente attività terroristiche” sull’isola che ne hanno messo a repentaglio lo stato di diritto, l’ordine sociale, la prosperità e la stabilità, colpendo in ultima analisi lo stesso principio “un Paese, due sistemi”, adottato in seguito alla cessione dell’ex colonia britannica  garantendole numerose libertà e autonomie dal governo centrale cinese. Il portavoce ha fatto riferimento alle proteste contro le ingerenze di Pechino popolari iniziate ad Hong Kong il 9 giugno 2019 e che si sono protratte fino ad oggi. 

Il 19 giugno, il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione con la quale gli Stati membri sono invitati a considerare la possibilità di Portare la RPC difronte al Tribunale dell’Aia se Pechino dovesse imporre la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong e ha invitato il blocco europeo a fare leva sull’economia per convincere il governo cinese a desistere da quello che potrebbe essere un caso di repressione dei diritti umani. A tal proposito, va considerato che l’Unione Europea (UE) è il maggior partner commerciale della RPC che, tuttavia, a sua volta, è il secondo per Bruxelles, dopo gli USA. Durante il voto, 565 parlamentari si sono espressi in favore della misura, 34 sono stati invece i contrari e 62 gli astenuti. Sebbene la risoluzione non sia vincolante, potrebbe indirizzare le politiche degli Stati membri.

Insieme all’Australia, al Regno Unito e agli USA, l’UE ha ritenuto che la proposta di legge cinese potrebbe inficiare lo status di semi-autonomia della regione amministrativa speciale di Hong Kong. You ha però ricordato che le gestione di Hong Kong da parte della Cina non è regolata dal trattato noto come Dichiarazione congiunta sino-britannica ma dalla Basic Law e dalla Costituzione cinese. La dichiarazione congiunta sino-britannica era stata firmata tra Pechino e Londra il 19 dicembre 1984, in preparazione della cessione dell’ormai ex-colonia e ne stabiliva la nuova sovranità e la sua amministrazione secondo il modello “un Paese, due sistemi” che l’avrebbe esclusa dalla gestione in base al sistema del socialismo cinese per permetterle di proseguire con il suo modello di sviluppo capitalista, almeno fino al 2047. Tale documento è stato fatto rientrare nella Basic Law e per tanto Pechino non ne riconosce più lo stato di validità, You ha ricordato che esso non ha conferito alcun tipo di responsabilità, sovranità, diritto di controllo o governance inglese su Hong Kong, di conseguenza, non può essere invocato da alcun Paese straniero, organizzazione o individuo per interferire in questioni interne relative all’isola e quindi alla RPC. Al contrario il Regno Unito, ritiene la dichiarazione un trattato a cui è vincolata.

 Il 28 maggio, l’ANP, l’organo legislativo della RPC, aveva avanzato la proposta per una a nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong che avrà la funzione di impedire sull’isola movimenti secessionisti, azioni sovversive, interferenze straniere e atti di terrorismo, rendendoli tutti e quattro atti criminali. Oltre a questo, consentirà al governo centrale di istituire delle proprie agenzie di intelligence in loco che potrebbero applicare il volere di Pechino in maniera diretta. Se ratificata, la legge entrerebbe direttamente nell’Allegato III della Basic Law, senza prima passare Consiglio Legislativo di Hong Kong.

Il Comitato permanente dell’ANP ha finalizzato la “Proposta di legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale” nella sua ultima sessione, iniziata il 18 giugno e  conclusasi nella giornata del 20. In base a quanto rivelato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, saranno cinque i principi su cui si baserà tale provvedimento, ovvero salvaguardare la sicurezza nazionale, rispettare e adempiere al principio “un Paese, due sistemi”, sostenere l’amministrazione di Hong Kong secondo la legge, opporsi risolutamente all’interferenza straniera, proteggere i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini di Hong Kong. 

Lunedì 22 giugno, inoltre, il premier cinese Li Keqiang incontrerà il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel quadro del summit sino-europeo. In tale occasione è prevista l’adozione di importanti misure economiche e dell’Agenda 2025, un piano di cooperazione in cui saranno delineati gli obiettivi futuri del partenariato tra Bruxelles e Pechino che potrebbero essere influenzati dal nuovo scenario delineatosi con la legge per Hong Kong.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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