Gli indigeni dell’Amazzonia ecuadoriana riportano 598 infezioni da COVID-19

Pubblicato il 20 giugno 2020 alle 6:11 in America Latina Ecuador

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La Confederazione delle comunità indigene dell’Amazzonia dell’Ecuador (Confeniae) ha confermato 598 casi positivi di COVID-19, 622 sospettati di contagio e 27 deceduti a causa del virus nei territori delle popolazioni indigene del Paese.

“Ci sono 310 Kichwa, 188 Waorani, 23 Siekopai, 37 Shuar, 22 Achuar, 14 Shiwiar, 4 Andwa; 27 deceduti (19 confermati di cui 9 con sintomi); 622 casi sospetti”, ha dichiarato Marlon Vargas, presidente della Confeniae in una conferenza stampa.

Il leader indigeno ha assicurato che il Ministero della Sanità dell’Ecuador non ha consegnato medicine o forniture mediche alle comunità indigene dell’Amazzonia.

Vargas ha inoltre affermato di aver verificato che nella città di Dayuma, nella provincia di Orellana (ad est del Paese), non ci sono attrezzature mediche o farmaci; non ci sono nemmeno ambulanze per trasportare i pazienti.

Lo stesso accadrebbe nel settore Villano, nella provincia amazzonica di Pastaza.

“Vergognoso, signor Presidente Lenín Moreno, signor Ministro della Salute dell’Ecuador”, ha affermato Vargas, dopo aver ricordato che il petrolio esportato dal Paese viene estratto proprio dalle province amazzoniche.

Nel frattempo, in una dichiarazione, la Confederazione delle comunità indigene dell’Ecuador (Conaie) ha chiesto al governo di rendere pubblici tutti i dati e gli indicatori relativi all’impatto della pandemia sulle popolazioni indigene, in termini di salute, istruzione e altre conseguenze per le loro condizioni di vita.

Ha inoltre invitato le autorità incaricate della gestione della crisi sanitaria a mettere in campo un’adeguata strategia interculturale di emergenza sanitaria per le popolazioni indigene, con la partecipazione e la consultazione di rappresentanti indigeni.

Allo stesso tempo, l’Organizzazione ha esortato il governo ad assegnare personale medico e attrezzature ai centri sanitari locali, brigate mediche per la prevenzione e l’assistenza primaria, farmaci essenziali, nonché i mezzi di evacuazione di emergenza per i pazienti situati in aree remote dei territori indigeni colpiti dalla pandemia.

Come parte degli aiuti umanitari, le comunità indigene attendono kit di alimenti culturalmente appropriati, kit con strumenti di biosicurezza come maschere per il viso, alcool e prodotti per la disinfezione.

La Conaie ha anche richiesto che le attività estrattive nei territori indigeni fossero interrotte poiché costituivano fonti di contagio per le comunità. Inoltre, ha esortato il governo a sospendere i tagli di bilancio nei settori della sanità e dell’istruzione e di allocare più risorse per far fronte alla crisi sanitaria, economica e sociale che sta attraversando l’Ecuador.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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