GERD: Egitto si rivolge alle Nazioni Unite

Pubblicato il 20 giugno 2020 alle 9:17 in Egitto Etiopia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Egitto si è rivolto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché intervenga nello stallo dei negoziati per la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il 19 giugno.  Il Ministero degli Esteri egiziano ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che la decisione di rivolgersi all’Onu è stata maturata in seguito alla posizione “non positiva” assunta dall’Etiopia, che ha portato ad un’impasse nel dialogo e ha quindi chiesto all’Organizzazione di intervenire per rimarcare l’importanza della continuazione dei negoziati “in buona fede” tra Egitto, Etiopia e Sudan. 

Tale decisione è giunta in seguito al fallimento dell’ultimo giro di negoziati tra i tre Paesi,iniziato in videoconferenza lo scorso 9 giugno, per raggiungere un accordo per il riempimento e la messa in opera della diga idroelettrica progettata dall’Etiopia sul Nilo Azzurro. A seguito di tale incontro, il Ministro dell’irrigazione del Sudan, Yasser Abbas, aveva dichiarato che il nocciolo del problema rimanevano questioni giuridiche, in quanto l’Etiopia aveva cercato di includere nell’accordo articoli sulla spartizione delle acque, non condivise dagli altri due partecipanti. Lo scorso febbraio, anche gli USA avevano cercato di mediare un’intesa senza però ottenere buoni risultati, vista la mancata firma da parte etiope di un accordo e l’accusa agli Stati Uniti di parteggiare per l’Egitto.

Lo scorso primo maggio, il Ministero degli Esteri egiziano si era già rivolto all’Onu e aveva  presentato un memorandum al suo Consiglio di Sicurezza, nelle cui 18 pagine aveva chiarito la posizione del proprio Paese in merito alle trattative. Il successivo 3 giugno, la mossa del Cairo era stata seguita dal Sudan che aveva anch’esso inviato un memorandum alle Nazioni Unite, per sottolineare l’importanza della cooperazione tra i tre Stati al fine di salvaguardare gli interessi reciproci. I negoziati per la GERD sono in corso da oltre quattro anni, ma non hanno ancora prodotto un’intesa. 

Nella stessa giornata del 19 giugno, il ministro degli Esteri dell’Etiopia, Gedu Andargachew, ha rivelato ad Associated Press che il proprio Paese inizierà a riempire la diga dal prossimo luglio, ossia dalla prossima stagione piovosa, indipendentemente dal raggiungimento di un accordo con gli altri due Stati. A detta del ministro, l’Etiopia si sta impegnando per raggiungere un accordo  che, tuttavia, non  ritiene essere obbligatorio, al contrario, Gedu ha affermato che se si dovesse attendere il benestare degli altri Paesi il progetto andrebbe perso.  Il diplomatico etiope ha poi respinto l’idea che la contrattazione debba essere portata dinnanzi al Consiglio di Sicurezza dell’Onu senza specificare, però, se Addis Abeba sia disposta o meno a ricorrere alla forza armata per difendere il progetto. Nonostante ciò, Geddu ha aggiunto che gli egiziani hanno montato una “propaganda esagerata” sulla questione GERD, al punto che sembrerebbe che alcuni tra loro vorrebbero che scoppiasse una guerra. Stando ad Al-Jazeera English, sia l’Egitto, sia l’Etiopia hanno accennato alla volontà di ricorrere alla forza per proteggere i propri interessi e gli esperti temono che la rottura dei negoziati potrebbe portare alla nascita di un conflitto armato.

Con la costruzione della GERD, Addis Abeba spera di diventare un Paese esportatore d’energia e un polo di sviluppo nel continente africano ma queste sue aspirazioni si sono scontrate con i timori del Cairo rispetto alla possibilità che un rapido riempimento della diga possa minacciare il proprio fabbisogno idrico, che dipende per il 90% dalle acque del Nilo, il cui maggior affluente è il Nilo Azzurro.

L’Egitto ha visto nel progetto della GERD una potenziale minaccia e, per tanto, prima che essa entri in funzione, vuole assicurarsi l’implementazione di un accordo legalmente vincolante che possa garantire l’assicurazione di un flusso minimo e la creazione di un meccanismo di risoluzione di eventuali dispute che potrebbero emergere. L’Etiopia, invece, rivendica diritto assoluto sul Nilo Azzurro, in quanto il corso attraversa il proprio territorio. La GERD dovrebbe diventare il più grande sistema idroelettrico africano, in grado di generare oltre 6.000 megawatt di elettricità e per la sua realizzazione, al momento arrivata al 70%, sono stati previstri 4,6 miliardi di dollari.

Due trattati  stipulati con la Gran Bretagna nel 1929 e nel 1959  regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti. In base ad essi, all’Egitto spetta il diritto sul 75% dell’afflusso idrico annuale del fiume nonché il diritto di veto su qualsiasi progetto riguardante i suoi affluenti, anche in altri Paesi . Il Nilo è formato dalla congiunzione del Nilo Bianco e del Nilo Azzurro, il secondo si origina nell’Altopiano Etiopico, presso il lago Tana e si unisce al primo in Sudan.  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.