Corea del Nord: l’attacco propagandistico

Pubblicato il 20 giugno 2020 alle 11:12 in Corea del Nord Corea del Sud

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord è pronta a lanciare una contro-campagna di volantini di denuncia contro i “disertori” nordcoreani e la Corea del Sud, lungo il confine che separa le giurisdizioni di Pyongyang e Seoul. L’azione è stata annunciata il 20 giugno dall’agenzia di stampa Korean Central News Agency (KCNA) ed è stata l’ultima mossa propagandistica contro il Sud, in un quadro di generale inasprimento delle relazioni bilaterali sulla penisola asiatica che sembrerebbe proseguire verso una continua escalation. In risposta, il Ministero per l’Unificazione sudcoreano ha definito le intenzioni di Pyongyang “assolutamente deplorevoli” e ha ammonito la controparte ad abbandonare un tale piano, immediatamente.

In particolare, KCNA ha dichiarato che la “furiosa” popolazione nordcoreana sta lavorando alla distribuzione su larga scala di volantini anti-Sud che sono stati raccolti formando “cumuli alti come montagne”. KCNA ha affermato che ad ogni azione deve corrispondere l’adeguata reazione e che soltanto provando in prima persona l’onta rappresentata da un tale gesto si potrà capire quanto esso sia offensivo.

Il riferimento dell’agenzia nordcoreana è alla circolazione e all’invio di medicinali, mascherine, materiale propagandistico e cibo, in particolare volantini e riso, dalla Corea del Sud alla Corea del Nord, lungo il confine condiviso tra i due Paesi, ad opera di alcuni “disertori” nordcoreani, ovvero cittadini del Nord fuggiti a Sud, avvalendosi di palloncini che sorvolassero il confine o di bottiglie che galleggiassero nei fiumi. Il 19 giugno, i così detti “disertori” hanno nuovamente fatto infuriare Pyongyang annunciando il lancio  di centinaia di bottiglie piene di riso, medicine e mascherine,previsto per domenica 21 giugno.

Di recente, le vicende legate ai volantini hanno portato ad una brusca reazione della Corea del Nord, che dapprima ha minacciato azioni militari di ritorsione e poi ha fatto esplodere l’edificio in cui era situato l’ufficio di collegamento infra-coreano, nella città nordcoreana di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il 16 giugno. Tale struttura fungeva da ambasciata de facto tra i governi di Seoul e Pyongyang ed era stata istituita il 14 settembre 2018, in un momento di distensione nei rapporti bilaterali. Il 9 giugno, le forze armate della Corea del Nord avevano anche minacciato di tornare nelle zone demilitarizzate. In risposta ai recenti avvenimenti, il 17 giugno, il governo di Seoul, guidato dal presidente Moon Jae-in, ha  dichiarato che non sarà più disposto a tollerare le azioni e le affermazioni irrazionali del Nord e molti media sudcoreani stanno richiedendo una revisione  della politica di apertura verso il Nord intrapresa dal 2017.

Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace e, ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo.  Dal 2018, era iniziato un parziale smantellamento degli arsenali sui 248 km di tale confine per ridurre le tensioni, poi interrottosi nel contesto più generale dello stallo dei negoziati per la denuclearizzazione nordcoreana tra Washington e Pyongyang che ha raggiunto il suo apice lo scorso 21 gennaio. In tale data, il consigliere della missione della Corea del Nord presso le Nazioni Unite a Ginevra ha dichiarato che negli ultimi due anni il proprio Paese ha interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro agli USA ma questi, di risposta, hanno tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e hanno insistito con il mantenimento delle sanzioni per bloccare lo sviluppo del Paese e inceppare il suo sistema politico. Di conseguenza, la Corea del Nord non si è ritenuta più vincolata a nessun accordo con gli USA.

Secondo un’analisi proposta da The Diplomat, la Corea del Nord continuerà a portare avanti azioni provocatorie fin quando non arriverà la reazione che si aspetta da Seoul e Washington, la quale ha finora ignorato i più recenti sviluppi avvenuti sulla penisola. In particolare, la Corea del Nord vorrebbe che la Corea del Sud chiedesse agli USA di alleggerire le sanzioni economiche che pesano su Pyongyang e, con tale fine, porterà avanti la crisi diplomatica fino all’arrivo di una reazione americana. Tuttavia, per ora, le aspettative nordcoreane sembrerebbero destinate a rimanere disattese, visto il cambio di atteggiamento della Corea del Sud e l’indifferenza americana.

 Il quotidiano conservatore sudcoreano, Chosun Ilbo, ritiene che ci sia la possibilità di attacchi alle acque territoriali e ai territori stessi di Seoul e lo stesso vale per la principale testata liberale del Paese, Kyunghyang Shinmun, che ha rintracciato le basi delle minacce nordcoreane in una situazione di difficoltà economica senza precedenti, dovuta sia alle sanzioni Onu, sia alla chiusura dei confini con il proprio maggior alleato e partner commerciale, Pechino, a causa dell’esplosione della pandemia di coronavirus.

  Le Nazioni Unite hanno approvato in totale 9 risoluzioni contro la Corea del Nord dall’ottobre 2006, con cui sono state imposte sanzioni in risposta ai programmi nucleari e missilistici del Paese. Con le disposizioni Onu, sono state limitate le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a rivedere le proprie azioni.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.