Tunisia: si dimettono tre deputati di Tahya Tounes

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 16:46 in Africa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tre deputati di Tahya Tounes, Ayachi Zammel, Mabrouk Korchid e Kamel Ouadi hanno presentato le proprie dimissioni dal blocco parlamentare tunisino, il 18 giugno, rivelando i segni di una forte crisi che potrebbe compromettere l’esistenza stessa del partito.

I tre parlamentari sono considerati leader di primo livello all’interno proprio partito, e le loro dimissioni hanno sollevato molte domande sul futuro della coalizione tra Tahya Tounes ed Ennahda, il movimento di maggioranza del governo tunisino.

Fonti vicine a Tahya Tounes hanno dichiarato che la gestione del partito potrebbe essere causa di ulteriori dimissioni in futuro. A tal proposito, la National Destourian Initiative sta già riconsiderando la propria fusione con Tahya Tounes, avvenuta nel 2019.

Alcuni osservatori hanno sottolineato che vi è una serie di progetti politici a disposizione di Tahya Tounes per il futuro. Nello specifico, il partito composto da 14 membri può contare su tre opzioni. La prima è quella di formare un blocco parlamentare favorevole e vicino all’attuale primo ministro, Elyes Fakhfakh. La seconda è di unire le forze con il Free Destourian Parti, parte dell’opposizione e guidato da Abir Moussa. La terza è di sciogliersi definitivamente e formare un partito centrista.

In tale contesto, un esponente di Tahya Tounes, Mustapha Ben Ahmed, ha affermato che le dimissioni dei tre deputati non sono una notizia nuova, e ha negato che il proprio partito si stia allontanando dall’attuale governo. Ahmed ha altresì aggiunto che la tensione del clima politico si riflette nelle relazioni all’interno dei partiti, dei blocchi parlamentari e sulla qualità del discorso politico.

La formazione del partito Tahya Tounes, in arabo “lunga vita alla Tunisia”, sotto la guida dell’allora primo ministro Youssef Chahed, è stata annunciata il 27 gennaio 2019. Molti dei suoi partecipanti sono ex-membri dell’entourage del precedente presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, a capo del partito Nidaa Tounes. Quest’ultimo è un movimento formatosi in seguito al rovesciamento dell’autocrate Zine El Abidine Ben Ali, avvenuto nel 2011, ed è unito principalmente dall’opposizione nei confronti del partito musulmano democratico Ennahda. Nato dalla scissione con Nidaa Tounes, Tahya Tounes è stato ideato con l’obiettivo di “avere un partito forte che guiderà le riforme economiche e restituirà speranza ai cittadini tunisini”, secondo quanto dichiarato inizialmente da un parlamentare e membro del nuovo gruppo, Zohra Idriss.

Tuttavia, le ultime elezioni del 6 ottobre 2019 hanno visto Ennahda in testa con 52 seggi su 217, mentre Tahya Tounes si è classificato al sesto posto con solo 14 deputati eletti. “Tahya Tounes è stata fondata su un piano ambizioso di assumere il controllo della scena politica tutto da solo, ma è stato scioccato dai risultati delle elezioni in cui ha vinto solo 14 seggi parlamentari, mentre il Movimento Ennahda ha vinto 52 seggi,” ha evidenziato un analista politico del quotidiano Asharq Al-Awsat, Jamal al-Arfawi.

I risultati della votazione, che non hanno determinato un vincitore netto, data la differenza di soli 14 seggi tra il primo e il secondo partito, hanno rivelato un’elevata frammentazione all’interno del Parlamento tunisino, cha fatto cadere il Paese in un’impasse politico durato circa quattro mesi. Dalla data delle elezioni, l’attuale governo ha ottenuto il voto di confidenza soltanto lo scorso 26 febbraio, poiché i diversi partiti non erano riusciti a trovare un accordo volto a creare una coalizione, così da proporre un primo ministro e formare un nuovo esecutivo.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.