Sanzioni USA contro imprese messicane che commerciano con il Venezuela

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 12:40 in Messico USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno decretato giovedì 18 giugno sanzioni contro tre uomini d’affari e otto società con sede in Messico accusati di aver partecipato a una rete di commercio illegale creata per tentare di eludere le sanzioni che Washington ha imposto al settore petrolifero venezuelano per fare pressioni sul presidente Nicolás Maduro e costringerlo a lasciare il potere. Il paese sudamericano fa fronte a un deficit di carburante a causa delle costanti sanzioni imposte da Washington ai paesi che vendono l’idrocarburo al governo chavista.

Il Dipartimento del Tesoro ha sostenuto che gli uomini d’affari Joaquín Leal Jiménez, Olga María Zepeda Esparza e Verónica Esparza García, nonché le entità Libre Abordo e Schlager Business Group e altre società sotto il loro controllo, sono state inserite nella lista nera dell’ufficio di controllo delle attività estere (OFAC). Le sanzioni si traducono nel congelamento di tutti i beni e gli interessi economici che i detenuti hanno negli Stati Uniti e sono proibiti da qualsiasi transazione che coinvolga persone ed entità degli Stati Uniti.

“Il regime illegittimo di Maduro ha creato una rete segreta per eludere le sanzioni che il Tesoro ha ora dimostrato” – ha dichiarato il Sottosegretario al Tesoro Justin G. Muzinich. “Gli Stati Uniti continueranno a perseguire incessantemente le sanzioni agli evasori, che saccheggiano le risorse del Venezuela per guadagno personale a spese del popolo venezuelano” – ha aggiunto il dicastero in una nota.

Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha reagito rapidamente. In un messaggio pubblicato su Twitter in cui si rivolge al segretario di Stato, Mike Pompeo, descrive le sanzioni come “criminali” e annuncia che porterà il caso al Tribunale penale internazionale. “Qualunque cosa facciate non riuscirete a piegare la volontà del popolo venezuelano. Nessuno dei vostri piani ha funzionato con il Venezuela, né funzionerà. Grazie per la vostra confessione, una prova per portarvi al Tribunale penale internazionale” – ha scritto Arreaza rivolto a Pompeo.

Le sanzioni contro impresari e società messicane arrivano la stessa settimana in cui il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha aperto la porta aperta al commercio di benzina con il Venezuela, qualora Maduro glielo chiedesse e se fosse  per “necessità umanitaria”.

Almeno dal 2019, il Tesoro sostiene che il regime di Maduro e la compagnia statale venezuelana Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA) hanno lavorato con Alex Naím Saab Morán, un uomo d’affari di origine colombiana, utilizzato come prestanome per eludere le sanzioni degli Stati Uniti e aiutare nella vendita di petrolio greggio di origine venezuelana. Una delle tecniche a cui avrebbero partecipato gli uomini d’affari messicani era quella di mascherare un programma “petrolio per cibo” che alla fine, per via della corruzione e dello storno di fondi, non avrebbe comportato la consegna di cibo al Venezuela. Secondo Washington, Saab e Joaquín Leal, in collaborazione con le società messicane Libre Abordo e Schlager Business Group, hanno negoziato la rivendita di oltre 30 milioni di barili di greggio per conto di PDVSA, circa il 40% delle esportazioni di petrolio del società nell’aprile 2020.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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