Maduro: “L’Europa vada al diavolo, avremo le nostre elezioni”

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 6:10 in Europa Venezuela

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Non si è fatta attendere la replica del presidente venezuelano a Josep Borrel, che aveva espresso preoccupazione per il rimpasto nella composizione del Consiglio Elettorale Nazionale, deciso dalla Corte Suprema di Giustizia del Venezuela.

“L’Unione europea dovrebbe preoccuparsi del coronavirus e del razzismo invece di intromettersi negli affari del Venezuela. fuori la Ue dal Venezuela, con la sua visione colonialista. Qui  abbiamo già demolito le statue degli assassini colonialisti molto tempo fa”. Ha dichiarato Nicolás Maduro durante una riunione del PSUV, subito dopo la pubblicazione della nota di Borrell sul Venezuela. 

Nel comunicato, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea esprimeva la sua preoccupazione per la decisione della Corte Suprema di escludere la componente eletta dall’opposizione in Parlamento, in quanto considerata priva di legittimità popolare.

Nella sua nota, Borrell sottolinea che  “la decisione (della Corte) riduce al minimo lo spazio democratico e crea un ostacolo addizionale alla risoluzione pacifica della crisi politica in Venezuela”. 

Per il presidente Maduro si tratta di un evidente tentativo di ingerenza esterna negli affari interni del Paese, ostacolando il percorso elettorale già avviato per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, che attualmente agisce a capacità ridotta, sostituita dalla Costituente.

“Che vada al diavolo l’Ue, per dirlo in modo educato. Il Venezuela avrà le sue elezioni. Non ce ne importa un cavolo dell’Ue”, ha tuonato Maduro. “Il Venezuela non è il cortile di casa di nessuno”. 

“Il Venezuela respinge l’insolita e più recente intromissione dell’Unione Europea nel funzionamento degli organi del potere pubblico che non ha precedenti nella storia delle relazioni tra Europa e America Latina e viola i più elementari principi del Diritto Internazionale”, si legge nella nota pubblicata dal Ministero del Potere Popolare per gli Affari Esteri venezuelano. 

Il governo bolivariano definisce inoltre una “nostalgia colonialista” la pretesa europea di “imporre la supervisione al funzionamento delle istituzioni democratiche del Venezuela”.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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