L’Iran testa con successo nuovi missili da crociera

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 10:55 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Iran ha dichiarato, il 18 giugno, di aver testato nuovi missili da crociera nel corso di un’esercitazione effettuata nel Nord dell’Oceano Indiano, nei pressi del Golfo di Oman.

In particolare, secondo quanto riferito da fonti media iraniane, nel corso delle esercitazioni, che hanno visto impegnate le forze della Marina, sono stati lanciati missili a medio e lungo raggio, sia terra-mare sia mare-mare, dalla costa e dai ponti delle navi, e questi hanno colpito gli obiettivi designati con un elevato grado di precisione. Si è trattato di una nuova generazione di missili da crociera con un raggio pari a 280 km, la cui gittata potrebbe essere ulteriormente estesa, secondo quanto riportato dai media di Teheran.

In tale quadro, il capo della marina iraniana, l’ammiraglio Hossein Khanzadi, ha dichiarato che i nuovi missili da crociera, di classe C, dispongono di nuove testate in grado di colpire bersagli con un’elevata precisione e a distanza ravvicinata, oltre a poter resistere a “qualsiasi tipo di guerra elettronica”. Inoltre, tali missili sono altresì dotati di un sistema “homing”, ovvero un sistema di guida missilistica che fornisce al missile gli strumenti elettronici necessari per individuare e colpire un determinato obiettivo.  Una volta lanciato il missile “i dati sono registrati sul missile stesso, che dispone di diversi sistemi di navigazione incorporati” ha spiegato l’ammiraglio.

L’esercitazione è stata condotta nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, un’area strategica, in quanto canale di passaggio di circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e, pertanto, sede di molteplici esercitazioni da parte iraniana. Parallelamente, i nuovi test missilistici giungono in un momento in cui gli Stati Uniti stanno provando a convincere le Nazioni Unite ad estendere ulteriormente l’embargo sulle armi imposto su Teheran, la cui scadenza è prevista per il prossimo ottobre. Russia e Cina, Paesi con potere di veto all’interno del Consiglio di Sicurezza, si sono detti contrari al prolungamento di tale misura e, nel caso in cui riescano a bloccare la risoluzione, si teme che gli USA possano ritornare ad applicare severe sanzioni.

Inoltre, l’esercitazione è la prima dopo l’incidente missilistico del 10 maggio, quando un cacciatorpediniere iraniano ha colpito per sbaglio una nave di supporto nel corso di un’esercitazione militare nel Golfo di Oman, causando la morte ed il ferimento di circa 40 membri dell’esercito di Teheran. Circa la situazione nel Golfo, Teheran ha più volte ribadito che il proprio Paese non consentirà la presenza di navi da guerra straniere nella regione e le forze statunitensi sono state esortate a ritirarsi da tali aree, in quanto la loro presenza, oltre ad essere pericolosa, è illegale e rappresenta una fonte di instabilità.

I rapporti tra Washington e Teheran sono caratterizzati da crescenti tensioni, acuitesi dapprima con il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, l’8 maggio 2018, e poi con l’escalation verificatasi a cavallo tra il 2019 ed il 2020. L’apice è stato raggiunto con l’uccisione del capo del generale iraniano a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, e di Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo delle Forze di Mobilitazione Popolare, deceduti il 3 gennaio a seguito di un raid aereo ordinato da Donald Trump contro l’aeroporto di Baghdad.

Uno degli ultimi episodi di tensione verificatosi nella regione risale al 15 aprile, quando 11 imbarcazioni del Corpo delle Guardie della rivoluzione Islamica si sono ripetutamente avvicinate ad una flotta di navi da guerra statunitense nel Golfo Persico. Per Washington si è trattato di una mossa “pericolosa e provocatoria”, mentre per le milizie iraniane sono le operazioni degli USA a costituire una minaccia per la sicurezza di Teheran e, pertanto, si sono dette pronte a rispondere con forza in caso di “errori strategici”.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.