Libia: NATO annuncia indagini sull’incidente tra Francia e Turchia

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 9:15 in Francia Libia NATO

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha annunciato che l’Alleanza avvierà indagini sull’incidente, denunciato dalla Francia, che ha coinvolto navi da guerra turche e francesi nel Mediterraneo. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato, giovedì 18 giugno, da France 24, la decisione di Stoltenberg è stata annunciata al termine di un vertice dei ministri della Difesa della NATO, durante il quale la Francia ha accusato la Turchia di aver ripetutamente violato l’embargo sulle armi imposto ai danni della Libia e ha aggiunto che Ankara rappresenta un ostacolo al raggiungimento del cessate il fuoco. 

In particolare, secondo quanto spiegato da un ufficiale del Ministero della Difesa di Parigi, la fregata Courbet è stata illuminata tre volte da un radar della Turchia, mentre cercava di avvicinarsi a una nave cargo turca sospettata di trasportare armi in Libia. La nave commerciale era scortata da tre navi da guerra turche. Dopo essere stata puntata, la Courbet si è ritirata, temendo un imminente attacco missilistico. Da parte sua, la Turchia ha smentito le accuse. 

A tale riguardo, un ufficiale del Ministero della Difesa di Parigi, parlando in condizioni di anonimato, ha dichiarato che tale azione, “estremamente aggressiva”, contro una nave della NATO non può essere accettata da nessuno degli Alleati. Per la Francia, ha aggiunto l’ufficiale, è una questione “estremamente grave”, dato che Parigi non intende accettare che un suo alleato si comporti in tale maniera e che lo faccia contro una nave della NATO, sotto il suo comando, e nell’esecuzione di una Missione dell’Alleanza. In aggiunta, la portavoce del Ministero della Difesa di Parigi, Agnès von der Mühll, ha dichiarato che la Marina della Turchia si è comportata in modo ostile e aggressivo, non consentendo ai suoi alleati della NATO di implementare la missione sul monitoraggio del rispetto dell’embargo sulle armi in Libia imposto dalle Nazioni Unite. 

In tale contesto, Stoltenberg ha dichiarato di essersi assicurato che le autorità militari della NATO conducano indagini sull’incidente, al fine di chiarire quanto avvenuto. In aggiunta, il segretario generale ha ribadito il supporto della NATO alle risoluzioni delle Nazioni Unite, embargo incluso. 

Da parte sua, durante un’audizione in Senato, il ministro francese della Difesa, Florence Parly, ha annunciato che la Francia ha ricevuto il sostegno di otto Stati membri della NATO, senza tuttavia specificare quali.  

Già lo scorso 14 giugno, Parigi aveva dichiarato di ritenere inaccettabile l’intervento della Turchia in Libia, accusando altresì il rappresentante turco presso la NATO di aver violato l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. In particolare, la Francia aveva accusato la Turchia di aver inviato sette navi da guerra a largo delle coste libiche e violato l’embargo sulle armi. In aggiunta, l’alto funzionario di Parigi che aveva rilasciato tali dichiarazioni in condizioni di anonimato, aveva sottolineato di ritenere che la Turchia si stia comportando in modo inaccettabile e che Ankara stia sfruttando la propria posizione nella NATO. In tale contesto, secondo quanto dichiarato, la Francia non potrà rimanere ferma.    

In seguito a tali dichiarazioni, il quotidiano Arab News aveva evidenziato che le parole di Parigi erano giunte in seguito a quanto avvenuto lo scorso mercoledì 10 giugno, quando una nave da guerra turca aveva impedito a una delle imbarcazioni della missione europea volta a far rispettare l’embargo sulle armi imposto in Libia, l’Operazione Irini, di ispezionare una nave cargo sospetta, intercettata a largo delle coste libiche.    

La guerra civile in Libia è scoppiata il 15 febbraio 2011. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.         

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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