Libia: gli USA dimostrano la presenza di aerei russi

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 12:06 in Libia USA e Canada

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Il Comando africano degli Stati Uniti (AFRICOM) ha pubblicato foto di aerei russi presso la base di al-Jufra, i quali sarebbero stati inviati per sostenere l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar.

In particolare, le foto, pubblicate da AFRICOM il 18 giugno, mostrano un aereo da attacco Su-24 ed un altro da combattimento Mig-29, attivi presso la base di al-Jufra, attualmente posta sotto il controllo dell’LNA e che ospita altresì forze emiratine. In particolare, un velivolo è stato fotografato mentre decollava da al-Jufra, mentre un Mig-29 è stato visto mentre operava nelle vicinanze di Sirte. Inoltre, una terza immagine raffigura lo Spoon Rest, un sistema radar mobile di allerta precoce, fabbricato in Russia e progettato per fornire supporto nel corso delle operazioni militari, soprattutto di combattimento e tattiche.

Secondo il direttore delle operazioni, il generale Bradford Gering, la presenza di Mosca in Libia alimenta ulteriormente la perdurante violenza, allontanando sempre più il raggiungimento di una risoluzione politica al conflitto, a spese di libici innocenti. Inoltre, ha specificato il generale USA, si teme che i velivoli russi siano pilotati da mercenari inesperti appartenenti a compagnie militari private, non statali, i quali non rispetterebbero le norme del Diritto internazionale.

Già il 27 maggio, il Comando statunitense aveva affermato che 14 MiG-29 e diversi Su-24 erano giunti nella base libica di al-Jufra, dopo aver dapprima volato dalla Russia alla Siria. Secondo quanto specificato, i 14 jet non riportavano alcun marchio o simbolo, ma, in precedenza, prima di atterrare presso la base siriana di Khmeimin, questi apportavano il simbolo delle Forze aeree della Federazione Russa. In tale occasione, il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha negato quanto dichiarato da AFRICOM, affermando che si è trattato di “dicerie dei media e di bugie”. Anche la Russia ha smentito le accuse. Inoltre, nonostante le diverse dichiarazioni, sino ad ora non si è ancora mai verificato un attacco aereo propriamente russo, né vi sarebbero prove concrete che dimostrano l’appartenenza dei velivoli documentati da AFRICOM alle forze aeree di Mosca.

A seguito della dichiarazione del 27 maggio, l’ex-direttore dell’intelligence di AFRICOM, il generale di brigata Gregory Hadfield, aveva affermato che i mezzi documentati, sebbene non fossero stati ancora impiegati, avrebbero potuto aumentare le potenzialità del LNA. Tuttavia, secondo Hadfield, la fornitura russa non è intesa a far sedere Haftar al tavolo dei vincitori, bensì sarebbe funzionale allo sviluppo di roccaforti russe in Libia, rafforzando la propria presenza militare nel Nord del continente africano. Per il generale americano, se Mosca si assicurasse tali posizioni e da lì schierasse il proprio sistema di missili a lungo raggio, potrebbe determinare una grande differenza per l’Europa, la NATO e molte altre nazioni occidentali.

La base di al-Jufra e la città costiera di Sirte rappresentano i due principali obiettivi dell’ultima operazione lanciata dalle forze del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo nazionale (GNA), e tuttora in corso. Tra i suoi principali alleati vi è la Turchia. A tal proposito, il 18 giugno stesso, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha affermato che il proprio Paese è pronto a rafforzare i legami di cooperazione con Washington in Libia. “Ciò è importante per la stabilità della regione ed il futuro della Libia” ha dichiarato il ministro nel corso di un webinar del National Steering Committee turco-statunitense.

Il GNA, guidato dal premier Fayez al-Sarraj, è considerato l’unico esecutivo legittimo riconosciuto a livello internazionale, sin dalla sua istituzione avvenuta con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Esso viene sostenuto anche dal Qatar e dall’Italia. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk, legato all’LNA e al generale Khalifa Haftar. Tra i suoi principali sostenitori vi sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è inclusa tra i principali esportatori di armi per l’LNA. I due si scontrano nella cornice di una guerra civile, la cui data di inizio è da far risalire al 15 febbraio 2011, a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime guidato dal dittatore Muammar Gheddafi. Da allora, il Paese Nordafricano non è riuscito a realizzare la transizione democratica auspicata.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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