Coronavirus Argentina: aumentano i casi, l’ira di Fernández

Pubblicato il 19 giugno 2020 alle 6:27 in America Latina Argentina

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L’Argentina ha confermato mercoledì 17 giugno 35 morti per Covid-19 in 24 ore, che è il più alto numero giornaliero di morti dall’inizio della pandemia. La cifra totale di decessi per coronavirus ora si attesta a 913, in una fase di piena recrudescenza dell’epidemia. I dati sono molto migliori rispetto ai vicini Cile e Brasile, ma il peggioramento della situazione -che sembrava sotto controllo- ha provocato l’ira del presidente Alberto Fernández , non ha esitato a incolpare il rilassamento delle misure di quarantena e distanziamento sociale.

“Volete andare a correre? Andate a correre. Volete andare a fare una passeggiata? Andate a fare una passeggiata. Volete aprire negozi di abbigliamento? Aprite i negozi. Ma queste sono le conseguenze” – ha affermato il presidente argentino visibilmente irritato durante un’intervista al canale televisivo Telefé.

Fernández ha annunciato che, per cercare di scoraggiare la presenza di più persone che circolano per le strade dell’area metropolitana di Buenos Aires, dove “il 96% del problema del coronavirus è concentrato”, da oggi, giovedì 18 giugno, solo i lavoratori essenziali saranno autorizzati ad utilizzare i mezzi pubblici, pertanto, tutti i permessi di circolazione rilasciati scadranno automaticamente quando partiranno le prime corse mattutine della giornata di oggi.

Il presidente argentino ha spiegato che l’obiettivo delle autorità è quello di “far capire che la circolazione aumenta il rischio e quindi il contagio e che la preoccupazione deriva dal fatto che esiste un livello più elevato di occupazione dei letti in terapia intensiva”.

Dopo 90 giorni dalla dichiarazione del primo stato di emergenza sanitaria e dalla possibilità di tornare alla prima fase a causa dello scoppio dei casi e delle ripercussioni economiche che questo ritorno potrebbe comportare, Fernández è stato chiaro e ha ribadito il suo impegno nel mettere la salute pubblica prima dell’economia.

“Come Stato, continueremo ad aiutare tutti coloro che devono essere aiutati. Abbiamo pagato metà dello stipendio di tutti coloro che hanno perso il lavoro da due mesi e il reddito di emergenza ha già raggiunto nove milioni di persone” – ha sottolineato ancora il capo dello Stato.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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