Zambia: entrate minerarie calate del 30% causa coronavirus

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 17:54 in Africa Zambia

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Le società minerarie dello Zambia, secondo maggior produttore di rame in Africa, dopo la Repubblica Democratica del Congo, hanno subito, da febbraio ad aprile 2020, un calo delle entrate pari a circa il 30%, a causa della pandemia di COVID-19. Secondo quanto riportato, giovedì 18 giugno, dalla Camera delle Miniere, un’associazione di piccole e grandi compagnie minerarie, la ricaduta economica sulla produzione e sui ricavi dellindustria potrebbe durare per almeno 12 mesi.

Le catene di approvvigionamento nel settore sono state colpite dal calo della domanda globale e dalle restrizioni ai movimenti, che hanno ostacolato l’esportazione e la vendita soprattutto di rame. È quanto ha ulteriormente specificato l’associazione, sottolineando che, in tal modo, sono state danneggiate sia le entrate delle aziende sia le casse dello Stato.

Il rame è la principale fonte di valuta estera per lo Zambia e un motore chiave di entrate fiscali. “La caduta delle entrate minerarie si riflette esattamente nella caduta dei pagamenti delle royalty minerarie, poiché i diritti vengono riscossi su ogni tonnellata di rame venduta”, ha affermato la Camera.

Si stima che i pagamenti delle royalty siano arrivati a cifre che si aggirano intorno ai 60-65 milioni di dollari nei tre mesi che vanno da febbraio ad aprile 2020, un calo notevole se si considera che le stime pre-coronavirus erano intorno ai 90 milioni.

Il crollo dei prezzi del rame ha anche intaccato i ricavi delle aziende. Le compagnie minerarie hanno visto aumentare i costi e diminuire i profitti mentre cercavano di implementare le misure di prevenzione per garantire la sicurezza dei lavoratori e delle comunità circostanti. “I minatori dello Zambia hanno combattuto per anni contro i costi sempre più elevati e ora siamo preoccupati per le potenziali conseguenze di un così grande impatto sugli utili”, ha detto lassociazione.

Le società minerarie che operano in Zambia includono First Quantum Minerals (FM.TO), Glencore (GLEN.L), Barrick Gold Corp (ABX.TO) e Vedanta Resources (VDAN.NS). 

Lo Zambia è un Paese dell’Africa meridionale senza alcuno sbocco al mare, con una popolazione di 16,59 milioni di abitanti, secondo le stime della World Bank. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito, il 24 ottobre 1964, lo Zambia è riuscito a compiere una transizione democratica relativamente pacifica, tanto che il primo presidente, Kenneth Juanda, giocò un ruolo chiave nei rapporti diplomatici regionali, cooperando con gli Stati Uniti per cercare di porre fini a conflitti negli Stati vicini, come in Zimbabwe, in Angola e in Namibia. Non a caso, in occasione della visita ufficiale dell’ambasciatore dello Zambia negli Stati Uniti, Ngosa Simbyakula, presso la Casa Bianca, mercoledì 29 novembre 2017, il presidente Donald Trump ha lodato il Paese per essere un modello di democrazia per l’interno continente africano. Negli ultimi 10 anni, lo Zambia ha effettuato una rapida crescita economica, affermandosi come secondo produttore di rame, dopo la Repubblica Democratica del Congo. Nonostante ciò, gli ingenti investimenti cinesi nell’area non sono riusciti a migliorare la vita dei cittadini zambiani, 2/3 dei quali vivono ancora al di sotto della soglia di povertà. Secondo le Nazioni Unite, lo Zambia presenta uno dei tassi di crescita della popolazione più alto al mondo, che, date le condizioni precarie dei cittadini e dati i crescenti arrivi di rifugiati dalla repubblica Demografica del Congo, rischia di andare incontro ad una crisi umanitaria.

Per quanto riguarda la situazione coronavirus, il Paese ha finora registrato 1.412 casi ufficiali di infezione, inclusi 11 decessi, secondo i dati della John Hopkins University.


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Chiara Gentili

di Redazione

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