Yemen: Riad avanza proposte per risolvere le tensioni nel Sud

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 14:00 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita ha avanzato proposte volte a porre fine alle tensioni nel Sud dello Yemen, che vedono protagonisti i gruppi separatisti, rappresentati dal Consiglio di Transizione Meridionale (STC).

La notizia è stata riportata da al-Arabiya, il 18 giugno, basandosi, a sua volta, su quanto riferito da Reuters. Nello specifico, secondo quanto rivelato da tre fonti, l’Arabia Saudita ha presentato nuovamente un accordo già raggiunto il 5 novembre 2019, il cosiddetto accordo di Riad, che prevede una suddivisione dei poteri tra il governo yemenita ed i gruppi separatisti del STC. Si tratta di un patto raggiunto grazie alla mediazione del Regno Saudita, ma che non è stato mai completamente attuato.

La proposta di Riad rivelata il 18 giugno include un cessate il fuoco nella regione di Abyan, testimone delle ultime violente tensioni, e la rimozione dello stato di emergenza precedentemente annunciato dal Consiglio di Transizione Meridionale. Successivamente, il presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, sostenuto da Riad, avrà il compito di nominare un governatore ed un capo della sicurezza per Aden, oltre ad un premier in grado di formare una squadra di governo che includa altresì rappresentanti dei gruppi secessionisti.

Prima, però, questi ultimi dovranno ritirare le proprie truppe da Aden, considerata la capitale provvisoria yemenita e sede del governo, e ridistribuirle ad Abyan. Tuttavia, due delle fonti hanno rivelato che il STC, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, ha, invece, proposto di formare dapprima il nuovo esecutivo e successivamente procedere con il trasferimento delle sue forze. Tuttavia, a detta di Reuters, tra i gruppi separatisti permane un senso di sfiducia, nonostante Riad si impegni ad evitare la formazione di un secondo fronte di battaglia in un Paese, lo Yemen, già colpito da un perdurante conflitto, scoppiato il 19 marzo 2015.

Il clima di tensione nelle regioni meridionali yemenite si è riacceso il 26 aprile scorso, con la dichiarazione del Consiglio di Transizione Meridionale di voler istituire un governo autonomo nel Sud del Paese, affermando altresì l’autonomia e uno stato di emergenza in tali aree. Successivamente, un leader dei gruppi separatisti, Ahmed Bin Break, autoproclamatosi “capo dell’amministrazione autonoma”, ha invitato le tribù locali, i giovani e le forze ribelli di Hadhramawt a dare inizio ad una resistenza armata presso Wadi Hadhramawt, Shabwa e Abyan, a partire da giovedì 14 maggio.

In tale quadro, il 19 maggio, il presidente del Consiglio di Transizione Meridionale, Aidarous al-Zubaidi, si è recato a Riad, su invito dell’Arabia Saudita, nel tentativo di trovare una soluzione alle tensioni delle settimane precedenti. L’obiettivo principale del Regno saudita è tuttora salvaguardare il cosiddetto accordo di Riad, raggiunto il 5 novembre 2019. Quest’ultimo aveva segnato la fine delle tensioni tra i gruppi separatisti e il governo yemenita, scoppiate il 7 agosto dello stesso anno, quando violenti scontri hanno avuto inizio nella città di Aden per poi propagarsi in altri distretti e città meridionali. A promuovere l’intesa, vi era stata proprio l’Arabia Saudita, convinta che un tale risultato avrebbe portato la pace anche nei restanti territori yemeniti.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del conflitto yemenita. Le due parti non concordano, però, su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Le tensioni ad Aden si erano acuite già nell’aprile 2017, quando il presidente Hadi aveva accusato il governatore della città, Aidarous al-Zubaidi, di mancanza di lealtà, licenziandolo dall’incarico. Successivamente, l’11 maggio di quell’anno, in seguito alle proteste di massa contro l’allontanamento di al-Zubaidi, è nato il Consiglio di Transizione Meridionale, con a capo l’ex governatore di Aden, scelto per presiedere un consiglio di 26 seggi. L’ente ha dichiarato immediatamente la sua intenzione di “ripristinare lo Stato meridionale” riferendosi all’ex repubblica dello Yemen del Sud, esistita dal 1967 al 1990. Hadi, fin da subito, ha definito il STC illegittimo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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