Sud Sudan: accordo sulla nomina dei governatori locali

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 13:15 in Africa Sud Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e il suo ex rivale, Riek Machar, hanno raggiunto un accordo, mercoledì 17 giugno, sulla nomina dei governatori dei 10 Stati regionali del Paese, una questione che da tempo è motivo di tensione all’interno del nuovo governo di unità, creato lo scorso febbraio. Kiir e Machar, che attualmente collaborano nell’esecutivo di transizione, il primo nel ruolo di presidente, il secondo in quello di vice-presidente, sono da mesi in contrasto sulle modalità di selezione dei governatori locali, in particolare quelli degli Stati regionali produttori di petrolio, una delle principali fonti di guadagno del Paese.

Nei mesi scorsi, la pressione internazionale sul nuovo governo sud sudanese è cresciuta, tanto che, a inizio giugno, Stati Uniti, Regno Unito e Norvegia hanno firmato insieme una dichiarazione congiunta in cui si afferma che “ogni ulteriore ritardo nelle trattative crea incertezza e mina il processo di transizione politica”.

Mercoledì 17 giugno, una dichiarazione del ministro degli Affari presidenziali, Nhial Deng Nhial, ha reso noto che la squadra di Kiir nominerà i governatori di 6 Stati, tra cui Unity State, ricco di greggio, e Central Equatoria, dove si trova la capitale, Juba. Il team di Machar, invece, proporrà i governatori di 3 Stati, tra cui quello del Nilo Superiore, la più grande area produttrice di petrolio. Infine, il terzo firmatario dell’accordo di pace, ovvero l’Alleanza di opposizione del Sud Sudan, è stato incaricato di nominare il governatore dello Stato di Jonglei. “Con questo sviluppo, è stato dato un nuovo impulso al processo di attuazione dell’accordo”, ha affermato Nhial. “Siamo molto fiduciosi che con questo sviluppo, la strada sia finalmente aperta a nuovi risultati positivi che speriamo vengano realizzati rapidamente”, ha aggiunto.

Da inizio anno, a Jonglei, il vuoto creato dalla mancanza di governance ha esacerbato le violenze intercomunali, mentre a Central Equatoria sono scoppiati nuovi combattimenti tra governo e ribelli. Durante i primi tre mesi del 2020, 658 persone sono state uccise negli scontri etnici del Paese, mentre 452 sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dall’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

La questione della nomina dei governatori locali in Sud Sudan è controversa perché i confini determinano le divisioni di potere. Quando ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan, nel 2011, il Paese aveva 10 Stati, come stabilito nella sua Costituzione. Kiir ha deciso di aumentarli nel 2015, portandoli a 28 e successivamente a 32. Ora, invece, con il nuovo accordo di pace, gli Stati regionali sono stati ridotti a 10, più 3 aree amministrative.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli al presidente Salva Kiir, hanno avviato scontri con quelli di etnia nuer, guidati dal vice presidente Riek Machar, e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due leader erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan, in seguito alla rivalità per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Per evitare di essere assassinato, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica.

Kiir e Machar avevano firmato un cessate il fuoco il 5 agosto 2018, concludendo anche un accordo per la condivisione del potere. Tuttavia, il 28 agosto, Machar e i capi di altri gruppi si erano rifiutati di firmare l’ultima parte dell’accordo, asserendo che le dispute sulla divisione del potere e sull’adozione di una nuova Costituzione non erano state gestite in modo efficiente.

I due leader erano poi tornati a negoziare la pace nel settembre 2018 sottoscrivendo, grazie alla pressione di potenze regionali e internazionali, il noto accordo di pace. Secondo quanto previsto dal patto, Machar avrebbe ricoperto nuovamente il ruolo di vicepresidente. Alla fine, Kiir e Machar hanno raggiunto un accordo per formare un governo di unità il 22 febbraio 2020, pur continuando a rimanere in conflitto su questioni interne.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.