Somalia: esplosione a Mogadiscio vicino a una scuola turca, 4 morti

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 19:08 in Africa Somalia

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Almeno 4 civili sono stati uccisi, tra cui una madre e suo figlio, in seguito all’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada di Mogadiscio, capitale della Somalia. Secondo quanto riferito da un ufficiale di polizia, Abdullahi Abukar, l’attentato, avvenuto giovedì 18 giugno, ha provocato anche 3 feriti. L’esplosione ha avuto luogo nel distretto di Hodan, vicino a una scuola della Fondazione turca Maarif. A detta del portavoce del governo somalo, Ismael Mukhtar Omar, le fiamme hanno colpito anche alcuni veicoli militari che passavano nelle vicinanze, ma non hanno provocato alcuna vittima.

Cihad Demirli, membro del consiglio di amministrazione di Maarif, ha dichiarato, all’agenzia di stampa turca Anadolu, che la bomba è esplosa a circa 150 metri dalla scuola ma ha specificato che all’interno dell’edificio non c’erano né studenti né insegnanti dal momento che, causa coronavirus, le scuole sono attualmente chiuse. In una dichiarazione, la Fondazione Maarif ha espresso solidarietà con i cittadini somali e ha auspicato una pronta guarigione per i feriti, ricoverati all’ospedale locale di Fiqi.

Nessun gruppo terroristico ha ancora rivendicato la responsabilità dell’attacco, ma aggressioni di questo tipo sono spesso compiute da militanti appartenenti all’organizzazione somala di al-Shabaab. Il gruppo, il cui nome arabo significa “la gioventù”, è stato fondato nel 2006 ed è un affiliato di al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la Sharia. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

Dopo il fallito colpo di Stato in Turchia, avvenuto tra il 15 e il 16 luglio 2016, il governo di Ankara ha istituito la Fondazione Maarif per offrire “un’educazione di livello e un’amministrazione responsabile alle scuole d’oltremare collegate all’Organizzazione terroristica FETO”, ovvero il movimento islamico a carattere politico ispirato al predicatore turco, residente negli Stati Uniti, Fethullah Gulen, e accusato dal presidente Recep Tayyip Erdogan del tentato golpe. La fondazione ha istituito diverse nuove scuole e centri educativi in Africa e in Asia.


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Chiara Gentili

di Redazione

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