Il Pakistan accusa l’India di aver ucciso 4 civili in Kashmir

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 15:58 in India Pakistan

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Almeno 4 civili sono stati uccisi da attacchi indiani nella regione del Kashmir amministrata dal Pakistan, secondo quanto hanno riferito le autorità pakistane, il 17 giugno. 

L’esercito di Islamabad ha reso noto che 3 persone sono state uccise nella regione di Nakyal e una quarta persona è morta dopo che una granata ha colpito la sua casa nella zona di Baghsar. “Le truppe dell’esercito indiano hanno effettuato violazioni del cessate il fuoco ingiustificate nei settori Nakyal e Bagsar, lungo il confine, colpendo la popolazione civile”, ha riferito l’ufficio stampa militare del Pakistan in una breve dichiarazione su Twitter.

Nel villaggio di Dadot, a circa 200 metri dalla Linea di Controllo (LoC) militarizzata che divide la regione, due adolescenti e un uomo sono stati uccisi da un singolo ordigno, secondo i funzionari dell’ospedale. “Tre persone sono morte sul posto e sono state appena sepolte”, ha dichiarato uno di questi. “C’era un solo esplosivo e i tre ragazzi, che erano cugini, sono stati colpiti insieme”, ha aggiunto. La quarta vittima è una donna, residente nella zona di Baghsar, situata a circa 120 km a Sud-Est della capitale pakistana, Islamabad. Questa è deceduta quando una granata ha colpito la sua casa, secondo quanto riferito dai media locali  e da Mir Muhammad Abid, alto funzionario della polizia.

Il 17 giugno, il Ministero degli Esteri del Pakistan ha convocato Gaurav Ahluwalia, rappresentante dell’Alta Commissione Indiana a Islamabad, per presentare la sua “forte protesta” contro le ultime violenze nella regione. Il Kashmir è un’area a maggioranza musulmana, contesa tra l’India e il Pakistan. La zona è da decenni teatro di scontri, ma, a partire da agosto 2019, le tensioni si sono fatte sempre più accesse. In particolare, il 5 agosto scorso, il governo di Nuova Delhi ha deciso di abolire lo status speciale della parte indiana della regione, per ragioni di sicurezza, e ne ha ritirato l’autonomia dividendola in territori amministrati dall’India. Fino ad allora, la regione aveva avuto autonomia su tutte le questioni interne tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri. 

A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e dopo il blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste, con i manifestanti che lanciavano pietre contro i militari. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione. Secondo l’organizzazione le detenzioni e la repressione del dissenso hanno contribuito a “diffondere paura e alienazione”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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