Libia: Parigi denuncia intervento “aggressivo” di Ankara contro una sua nave

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 10:21 in Francia Libia Turchia

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Il Ministero della Difesa della Francia ha denunciato un intervento della Turchia, ritenuto “estremamente aggressivo”, contro una nave della Marina francese inviata nelle acque libiche per conto di una missione della NATO. 

È quanto rivelato, mercoledì 17 giugno, da France 24, il quale ha altresì specificato che i francesi stavano tentando di ispezionare una nave cargo, sospettata di violare l’embargo delle Nazioni Unite e trasportare quindi armi per la Libia. Tuttavia, ha rivelato il Ministero di Parigi, le fregate della Turchia hanno per tre volte portato avanti operazioni di rilevamento radar, lasciando presagire un imminente attacco missilistico. A tale riguardo, un ufficiale del Ministero della Difesa di Parigi, parlando in condizioni di anonimato, ha dichiarato che tale azione, “estremamente aggressiva”, contro una nave della NATO non può essere accettata da nessuno degli Alleati. Per la Francia, ha aggiunto l’ufficiale, è una questione “estremamente grave”, dato che Parigi non intende accettare che un suo alleato si comporti in tale maniera e che lo faccia contro una nave della NATO, sotto il suo comando, e nell’esecuzione di una Missione dell’Alleanza. 

In aggiunta, la portavoce del Ministero della Difesa di Parigi, Agnès von der Mühll, ha dichiarato che la Marina della Turchia si è comportata in modo ostile e aggressivo, non consentendo ai suoi alleati della NATO di implementare la missione sul monitoraggio del rispetto dell’embargo sulle armi in Libia imposto dalle Nazioni Unite.  

L’incidente, ha aggiunto il Ministero, è avvenuto nelle scorse settimane, ma è stato reso pubblico il 17 giugno in occasione della Ministeriale NATO dei ministri della Difesa, la quale si è tenuta in videoconferenza. 

In risposta, la Turchia ha smentito le accuse di Parigi. In particolare, un alto funzionario militare di Ankara ha dichiarato, parlando in condizioni di anonimato a Reuters, che la nave da guerra francese non aveva stabilito alcuna comunicazione con l’imbarcazione di Ankara. In tale contesto, il funzionario ha ribadito che la Turchia agisce ed ha sempre agito nel rispetto dei suoi obblighi in quanto alleato della NATO. 

Già lo scorso 14 giugno, Parigi aveva dichiarato di ritenere inaccettabile l’intervento della Turchia in Libiaaccusando altresì il rappresentante turco presso la NATO di aver violato l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. In particolare, la Francia aveva accusato la Turchia di aver inviato sette navi da guerra a largo delle coste libiche e violato l’embargo sulle armi. In aggiunta, l’alto funzionario di Parigi che aveva rilasciato tali dichiarazioni in condizioni di anonimato, aveva sottolineato di ritenere che la Turchia si stia comportando in modo inaccettabile e che Ankara stia sfruttando la propria posizione nella NATO. In tale contesto, secondo quanto dichiarato, la Francia non potrà rimanere ferma. 

In seguito a tali dichiarazioni, il quotidiano Arab News aveva evidenziato che le parole di Parigi erano giunte in seguito a quanto avvenuto lo scorso mercoledì 10 giugno, quando una nave da guerra turca aveva impedito a una delle imbarcazioni della missione europea volta a far rispettare l’embargo sulle armi imposto in Libia, l’Operazione Irini, di ispezionare una nave cargo sospetta, intercettata a largo delle coste libiche. 

La guerra civile in Libia è scoppiata il 15 febbraio 2011. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.      

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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