I delegati di Cina e USA si incontrano, Trump sanziona Pechino  

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 11:03 in Cina USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha incontrato il direttore dell’Ufficio Affari Esteri della Commissione Centrale del Partito Comunista Cinese(PCC), Yang Jiechi, alla base aerea americana di Hickam, alle Hawaii, mercoledì 17 giugno, in un contesto di crescenti tensioni nelle relazioni bilaterali tra Washington e Pechino. Nella stessa giornata, il presidente americano, Donald Trump, ha approvato delle sanzioni contro alcuni funzionari cinesi per il trattamento riservato alla minoranza uigura nella regione autonoma cinese di Xinjiang.

Lo scorso 15 aprile, Yang e Pompeo avevano già avuto un colloquio telefonico incentrato sulla gestione del coronavirus, scoppiato nella Repubblica Popolare Cinese (RPC), lo scorso dicembre 2019. Il loro ultimo incontro di persona risaliva, invece, al 13 agosto 2019. Nel dialogo del 17 giungo, i due hanno affrontato tematiche che vedono le parti sostenere posizioni divergenti, soprattutto per quanto riguarda la gestione del coronavirus, la proposta di una nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, la questione degli uiguri nel Xinjiang e lo status di Taiwan. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, nel dare notizia dell’incontro bilaterale, ha sottolineato soprattutto le ultime tre tematiche, mentre il Dipartimento di Stato americano ha focalizzato l’attenzione sul coronavirus.

In merito al Xinjiang, Yang ha definito le azioni del governo di Pechino operazioni di contrasto al terrorismo e di de-radicalizzazione che hanno assicurato stabilità all’area e hanno tutelato la popolazione. Il diplomatico cinese ha quindi fortemente criticato gli USA per aver approvato la legge “Uighur Human Rights Policy Act of 2020”, nella stessa giornata del 17 giugno. Con tale provvedimento, gli Stati Uniti hanno approvato sanzioni su vari funzionari cinesi per ver violato i diritti della minoranza musulmana degli Uiguri che vive in Xinjiang. Gli USA hanno stimato che oltre un milione di tali persone siano state detenute forzatamente in apposite strutture, sottoposte a torture e abusi, in un tentativo di cancellazione della loro identità. Tuttavia, Trump ha dichiarato che le sanzioni hanno carattere di raccomandazione e non di obbligatorietà. Yang ha accusato Washington di adottare un doppio standard nel valutare la lotta al terrorismo e ha invitato gli USA desistere dall’utilizzare la questione in Xinjiang come pretesto per interferire negli affari interni del proprio Paese. Gli Uiguri sono un’etnia turcofona di religione islamica che vive nel Nord-Ovest della RPC, e, in particolare, nella regione autonoma di Xinjiang. La minoranza ha spesso denunciato il tentativo di Pechino di volerla integrare con la forza.

Altro tema fondamentale riportato da Zhao Lijian è stata la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, sull’approvazione della quale la Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo della RPC è chiamata ad esprimersi nella sessione iniziata il 18 giugno e che si concluderà il 19.  Yang ha affermato che la RPC è determinata ad approvare la legge e ad opporsi al tentativo di interferenza nei propri affari interni da parte degli USA e degli altri ministri del G7 che, sempre nella giornata del 17 giugno, hanno indirizzato una lettera a Pechino invitandola a desistere dall’approvare il provvedimento. Il 28 maggio, il governo cinese aveva avanzato la proposta per una a nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong che avrà la funzione di impedire sull’isola movimenti secessionisti, azioni sovversive, interferenze straniere e atti di terrorismo, rendendoli tutti e quattro atti criminali. Se ratificata, la nuova legge entrerebbe direttamente nell’Allegato III della Basic Law, una costituzione de facto per Hong Kong che fu adottata in seguito alla sua cessione alla RPC da parte del Regno Unito, il 1 luglio 1997. Molti attori internazionali e primi fra tutti gli USA temono che un tale provvedimento potrebbe erodere il modello “un Paese, due sistemi” che ha regolato i rapporti tra Pechino ed Hong Kong, garantendo a quest’ultima grandi autonomie e libertà dal governo centrale.

Infine, in merito a Taiwan, Yang è tornato a ribadire il principio di “una sola Cina” su cui si basano anche le relazioni sino-americane, chiedendo alla controparte di rispettarlo. Yang ha ribadito che RPC e USA possono beneficiare dalla cooperazione ma anche soffrire in caso di confronto. L’isola è per il governo centrale cinese una provincia con parziale autonomia, ma Taiwan ha un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC). Così come molti altri Paesi a livello internazionale, anche gli USA non hanno relazioni formali con Taiwan, in quanto dal primo gennaio 1979 hanno riconosciuto la RPC. Nonostante ciò, Washington è il maggior sostenitore dell’isola a livello internazionale, nonché il suo principale fornitore d’armi. Lo stretto di Taiwan è al momento un’area di tensioni caratterizzata dal frequente transito di navi da guerra americane e da esercitazioni dell’esercito della RPC.

Da parte sua, la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Morgan Ortagus, ha invece comunicato che, durante i colloqui del 17 giugno, Pompeo ha ribadito la necessità di avere legami bilaterali completamente reciproci nei settori del commercio, della sicurezza e dei rapporti diplomatici. In particolare, il segretario di Stato americano ha sottolineato la necessità di completa trasparenza e condivisione di informazioni per combattere la pandemia in corso ed evitare successive ricadute. In precedenza, Pompeo aveva affermato che la RPC avrebbe potuto evitare centinaia di migliaia di morti se fosse stata più trasparente riguardo al coronavirus, accusandola di essersi rifiutata di condividere informazioni con gli altri Paesi. Lo stesso presidente americano, Donald Trump, aveva accusato la RPC e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di aver portato avanti una campagna di disinformazione sulla pandemia e, per questo e altri motivi, aveva annunciato il ritiro degli USA dall’agenzia Onu, lo scorso 29 maggio.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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