Cosa è successo all’ultimo vertice della NATO

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 17:03 in NATO Russia

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I ministri della Difesa della NATO hanno avuto un vertice in videoconferenza per discutere del rafforzamento delle capacità di Difesa e deterrenza dell’Alleanza.  

Secondo quanto rivelato dall’ufficio stampa della NATO, nella sera del 17 giugno, durante il vertice i ministri hanno deciso di adottare un pacchetto di misure politiche e militari, come l’aumento capacità di difesa aerea e missilistica, dell’intelligence e delle esercitazioni per rispondere alle crescenti dotazioni della Russia in materia di missili dalla potenzialità nucleare. La risposta dell’Alleanza, secondo quanto dichiarato giunge al fine di mantenere al sicuro e a garantire l’efficienza delle dotazioni nucleari della NATO. 

A tale riguardo, durante la conferenza stampa che il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha tenuto al termine dell’incontro tra i ministri della Difesa, è emerso che l’Alleanza non intende replicare quanto effettuato dalla Russia, accusata di aver dispiegato nell’ultimo anno missili SSC-8causando l’abbandono del Trattato sulle forze nucleari a medio raggio, l’INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), siglato da Stati Uniti e Russia l’8 dicembre 1987, il quale pose fine alla vicenda degli euromissili.  

Gli SSC-8 sono in grado di raggiungere le città europee con pochissimo preavviso e, per tale ragione, riducono la soglia del potenziale utilizzo delle armi nucleari in caso di conflitto armato. In aggiunta, nel corso della conferenza stampa, Stoltenberg ha rivelato che tali missili sono difficili da rintracciare, oltre ad avere un duplice impiego e ad essere mobili.  

Oltre ad aver prodotto e dispiegato gli SSC-8, secondo Stoltenberg la Russia ha modernizzato i propri sistemi balistici intercontinentali e reso operativo il suo veicolo ipersonico. In aggiunta, ha reso noto il segretario generale della NATO, Mosca ha testato i suoi sistemi missilistici con lanci aerei e sta sviluppando un missile da crociera a propulsione nucleare. In sintesi, ha dichiarato Stoltenberg, “l’atteggiamento della Russia è destabilizzante e pericoloso”. 

In tale contesto, i ministri della Difesa della NATO hanno ritenuto opportuno adottare alcuni elementi in risposta alle attività della Russia. Secondo quanto reso noto, alcuni Paesi hanno deciso di acquistare nuovi sistemi di difesa aerea e missili, come i Patriot e le batterie SAMP/T. Più in generale, è stato deciso un rafforzamento delle capacità comuni.  

Tuttavia, come chiarito dal segretario generale della NATO, tali decisioni non comporteranno il dispiegamento di nuovi missili dalla capacità nucleare in Europa, dato il valore attribuito dall’Alleanza al controllo delle armi. 

Durante l’incontro, i ministri della Difesa hanno altresì confermato il proprio impegno in Afghanistan e in Iraq. Per quanto riguarda il primo, l’Alleanza ha annunciato l’aggiustamento dei livelli di dispiegamento delle truppe. In riferimento, invece, all’Iraq, l’attenzione è stata principalmente dedicata all’ISIS che, come rivelato, ha cercato di sfruttare le vulnerabilità emerse alla luce del coronavirus. La NATO, tuttavia, ha confermato il proprio impegno nel Paese per contribuire alla lotta al terrorismo e garantire che lo Stato Islamico non riacquisti territori. 

Le preoccupazioni in merito alle attività della Russia erano già riemerse lo scorso 9 giugno, quando Stoltenberg aveva dichiarato che anche la Cina, oltre alla Russia, sta diventando sempre più una minaccia per l’Europa. Nello specifico, il segretario generale della NATO aveva sottolineato l’aumento della collaborazione e dei legami tra i due Paesi, evidenziandone i rischi per gli Alleati. Le preoccupazioni emerse nei riguardi delle attività della Russia non sono nuove all’Alleanza, la quale continua a portare avanti operazioni volte a contrastare le minacce provenienti da Mosca, dispiegando truppe nei Paesi baltici, dove frequentemente organizza esercitazioni militari. Tuttavia, le dichiarazioni rilasciate sulle attività della Cina riflettono le preoccupazioni degli Stati Uniti, i quali rappresentano la prima potenza dell’Alleanza. A tale riguardo, Stoltenberg ha dichiarato che persino Washington, paragonata a Pechino, non è più la più grande potenza al mondo, anche in virtù del fatto che la Cina sarà presto la prima potenza economica del mondo.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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