Bolivia: attacchi contro le antenne 5G, ma il ministro dice che non ci sono

Pubblicato il 18 giugno 2020 alle 6:11 in America Latina Bolivia

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Le autorità boliviane chiedono di fermare gli attacchi alle torri di telecomunicazione, lanciati dalla popolazione locale per timore che la tecnologia 5G aumenti il rischio di diffusione del coronavirus, riferisce il quotidiano El Deber.

Nella città di Yapacani, nel dipartimento Santa Cruz, sono state distrutte quattro torri per il segnale della telefonia mobile. I responsabili degli attacchi erano convinti che nella città fossero stati installati ripetitori 5G, che presumibilmente provocherebbero l’aumento dei casi di contagio dal coronavirus.

“Non ci sono antenne 5G in Bolivia, non ce n’è una”, ha chiarito il ministro delle Infrastrutture e delle Opere Pubbliche Iván Arias. Il ministro ha sottolineato che queste azioni non sono nient’altro che atti criminali che creano problemi per la vita quotidiana dei cittadini e comportano danni alle infrastrutture.

In seguito, anche la polizia è finita nel mirino dei manifestanti che hanno distrutto le torri di telecomunicazione. Come riportato dai media boliviani, le forze dell’ordine hanno abbandonato la città.

Una situazione simile si era verificata già in Perù, dove i residenti di un piccolo villaggio in montagna hanno preso in ostaggio alcuni dipendenti di una società di telecomunicazioni che, ad avviso dei sequestratori, si erano recati nel villaggio per installare la tecnologia 5G.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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