Terrorismo e impegno sociale: Al-Shabaab finanzia un centro anti-coronavirus

Pubblicato il 17 giugno 2020 alle 14:33 in Africa Somalia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Al-Shabaab, lorganizzazione terroristica somala affiliata ad al-Qaeda, ha affermato di aver istituito un centro per il trattamento del coronavirus nel Paese africano. “Il comitato di al-Shabaab per la prevenzione e il trattamento del COVID-19 ha aperto un suo centro in Somalia”, ha dichiarato il gruppo tramite la sua stazione radio, Andalus, precisando che la struttura è stata allestita a Jilib, a circa 380 km a Sud della capitale, Mogadiscio.

Durante la trasmissione, un uomo, che si è presentato come lo sceicco Mohamed Bali, ha ringraziato lorganizzazione per la costruzione del centro e ha chiesto a tutti i somali, con sintomi compatibili a quelli del coronavirus, di fare riferimento alla struttura. Un’altra persona intervenuta sul canale radio, che tuttavia non si è identificata, ha affermato che il centro è già pronto e ha messo a disposizione una grande quantità di veicoli per il trasporto di sospetti pazienti affetti da coronavirus e in cerca di trattamento.

Finora, secondo i dati della Johns Hopkins University, la Somalia ha registrato circa 2.658 casi ufficiali di COVID-19, inclusi almeno 88 decessi.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

Lorganizzazione è solita promuovere iniziative a sostegno delle comunità locali o a favore di determinate cause civili. Nel luglio 2018, ad esempio, al-Shabaab ha deciso di bandire luso di sacchetti di plastica monouso per proteggere uomini e animali. Anche in tale occasione lannuncio era stato rilasciato da radio Andalus, portavoce ufficiale dell’organizzazione. Il capo-gruppo per la regione di Shabelle, situata a Sud della Somalia, Mohammed Abu Abdullah, aveva affermato che i sacchetti di plastica abbandonati rappresentavano “una seria minaccia per il benessere degli esseri umani”. Secondo quanto riportato da Huffpost, che aveva diffuso la notizia pubblicata da un sito web somalo allineato al gruppo, l’organizzazione terroristica aveva anche imposto un blocco immediato all’abbattimento incontrollato degli alberi.

Gli esperti ritengono che tali politiche, lanciate da al-Shabaab, facciano parte di una strategia volta a dimostrare che il gruppo è in grado di governare e prendersi cura delle comunità. Già altre organizzazioni jihadiste, come al-Qaeda e i talebani, hanno precedentemente citato questioni ambientali o di salute pubblica nella loro propaganda.


Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.