Marocco: La Banca Centrale riduce il tasso di interesse all’1,5%

Pubblicato il 17 giugno 2020 alle 16:47 in Africa Marocco

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La Banca Centrale marocchina, Bank Al Maghrib (BAM), ha deciso di tagliare il tasso di interesse di riferimento di 50 punti base, riducendolo all’1,5%. Tale scelta è giunta durante la seconda riunione trimestrale del consiglio di amministrazione del 2020, tenutasi il 16 giugno, e va ad aggiungersi a una serie di misure adottate dalla Banca per mitigare le ripercussioni negative del coronavirus sull’economia del Marocco.

Già lo scorso 17 marzo, la Banca era intervenuta per abbassare il tasso di interesse di 25 punti base, portandolo al 2%, nella speranza di sostenere le attività economiche danneggiate dalla pandemia. Inoltre, l’istituto aveva corretto le stime di crescita del Paese, sostenendo che nel 2020 si sarebbero fermate al 2,3%, a fronte del 3,8% previsto in precedenza.

Le decisioni prese della BAM in merito al taglio del tasso di interesse sono volte ad alleggerire gli oneri finanziari durante la crisi, quali la facilitazione dell’idoneità delle operazioni di rifinanziamento nei confronti delle banche partecipative e delle associazioni di microcredito.

L’incontro ha altresì affrontato il declassamento del tasso di inflazione allo 0,9% nel mese di aprile, dovuto principalmente alla “diminuzione dei prezzi dei carburanti e lubrificanti.” Secondo la Banca, il tasso di inflazione nel 2020 e nel 2021 dovrebbe attestarsi a un livello moderato, pari a circa l’1%.

Le stime sulla crescita economica sono state ulteriormente ricalcolate, con la BAM che nel 2020 prevede una contrazione del 5,2%, il calo più significativo dal 1996. Ciò nonostante, nel 2021 la Banca si aspetta una ripresa della crescita al 4,2%, insieme a un aumento del valore aggiunto agricolo del 12,4%.

Le conseguenze negative del virus hanno avuto un forte impatto sull’economia marocchina, colpendo numerosi settori. I dati provvisori sul commercio estero, risalenti allo scorso aprile, mostrano i primi segnali della crisi, con le esportazioni in calo del 19,7% e le importazioni del 12,6%. La Banca prevede inoltre una diminuzione delle esportazioni del 15,8% per l’intero 2020, con il settore automobilistico, tessile e del cuoio colpiti dall’interruzione delle catene di approvvigionamento e dall’indebolimento della domanda estera. Le importazioni sono valutate in riduzione del 10,7% a causa di inferiori bollette energetiche e inferiori importazioni di beni strumentali, e le riserve ufficiali sono stimate a 218,6 miliardi di dirham nel 2020 e 221,7 miliardi nel 2021, abbastanza per coprire 5 mesi di importazioni.

In tale quadro, l’occupazione ha segnato una perdita di oltre 726.000 posti di lavoro, che rappresentano il 20% della forza lavoro nelle imprese strutturate, e il deficit di bilancio del Paese, escludendo l’impatto delle privatizzazioni, dovrebbe peggiorare fino a raggiungere il 7,6% del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 2020, dal 4,1% del 2019, per poi migliorare al 5% nel 2021. Riguardo al debito del Tesoro, questo dovrebbe salire al 75,3% del PIL nel 2020, dal 65% del 2019, e poi aumentare leggermente al 75,4% anche nel 2021.

Già nei due anni precedenti alla crisi del coronavirus, la crescita economica del Marocco aveva registrato una tendenza al ribasso. L’aumento del PIL era decelerato bruscamente al 2,3% nel 2019, diminuendo dal 3% nel 2018. Tale rallentamento era stato determinato principalmente dalla contrazione della produzione agricola del 5,4%, e da una crescita ridotta del PIL non agricolo, pari a solo il 3,3% nel 2019 rispetto al 3% nel 2017. Dal lato della domanda interna, i consumi privati avevano contribuito al suo aumento, favorito da salari più elevati e da una bassa inflazione. Il contributo delle esportazioni nette era restato tuttavia negativo, a causa della scarsa competitività delle esportazioni e della loro dipendenza dalle importazioni di energia. Il tasso di disoccupazione era rimasto altresì elevato al 9,2%, ed è significativamente più alto tra le donne e i giovani, mentre la partecipazione alla forza lavoro aveva registrato un calo prolungato al di sotto del 46%.

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Mariela Langone

di Redazione

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