Londra conferma di voler entrare nell’Alleanza trans-Pacifica

Pubblicato il 17 giugno 2020 alle 19:36 in Asia UK

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Il segretario di Stato del Regno Unito con delega al commercio internazionale, Liz Truss, ha confermato le intenzioni del proprio governo di voler entrare a far parte del Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), un accordo di libero commercio che regola i rapporti commerciali del Canada e di dieci altri Paesi asiatico-Pacifici, ovvero l’Australia, il Brunei, il Cile, il Giappone, la Malesia, il Messico, la Nuova Zelanda, il Peru, Singapore e il Vietnam. 

Nello specifico, secondo quanto annunciato, mercoledì 17 giugno, da Politico, il Regno Unito ha già completato la fase conoscitiva informale e, attualmente, sta per entrare nella fase formale di adesione. Entrare a far parte del CPTPP, ha dichiarato Truss, serverebbe a dimostrare che il Regno Unito è tornato sulla scena in quanto Paese fiero e indipendente. 

L’intenzione del Regno Unito di diventare un membro del CPTPP era già emersa a seguito dei negoziati che Truss aveva avviato con il Giappone. Nello specifico, in occasione del primo incontro, al quale aveva partecipato per conto di Tokyo il ministro degli Affari Esteri, Motegi Toshimitsu, martedì 9 giugno, i due avevano annunciato di voler ottenere una partnership più intensa di quella attualmente in atto tra Tokyo e Bruxelles. 

In occasione dei prossimi incontri di negoziato anglo-giapponesi, il Regno Unito sarà rappresentato dall’ex ambasciatore in Giappone, Graham Zebedee, il quale coordinerà i lavori di sei gruppi di lavoro, composti da circa 100 negoziatori britannici. I team formati si occuperanno di lavorare a 23 capitoli commerciali e alle relative appendici, al fine di raggiungere un accordo finale, idealmente entro il 31 dicembre 2020. Tale data è stata individuata in virtù della scadenza della Brexit, la quale comporta che, in assenza di un accordo tra Londra e Tokyo, i due Paesi si ritroverebbero a sottostare ai termini imposti dalla World Trade Organization a partire dal primo gennaio 2021.  

Da parte sua, il Regno Unito intende raggiungere con il Giappone un accordo più intenso di quello in vigore con l’UE, soprattutto in materia di commercio digitale e supporto alle piccole imprese. 

Nel 2019, il commercio tra Londra e Tokyo aveva generato un flusso di oltre 30 miliardi di pound, corrispondenti a circa 34 miliardi di euro. Il dato, rivelato da Politico, era stato diffuso dal Dipartimento per il Commercio internazionale di Londra, il quale aveva altresì specificato che circa 9.500 aziende britanniche esportano i propri prodotti in Giappone. Secondo quanto aggiunto dalla BBC, il Giappone è il quarto partner commerciale extra-UE del Regno Unito. 

Nel frattempo, lo scorso 15 giugno, il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, ha avuto un vertice in videoconferenza con la presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen, con cui ha discusso del futuro delle relazioni tra Londra e Bruxelles nel post-Brexit. Nel corso del colloquio, i due leader hanno concordato sulla necessità di rilanciare il negoziato tra Regno Unito e Unione Europea, attualmente in una fase di stallo. A tale riguardo, sia Johnson sia Von der Leyen hanno riconosciuto di ritenere che nell’ultimo anno non vi siano stati grandi progressi nel processo di negoziato volto a stabilire le relazioni commerciali tra le due parti in seguito all’uscita del Regno Unito dal blocco comunitario. In linea con ciò, secondo il Financial Times, sono in aumento le possibilità del mancato raggiungimento di un accordo post-Brexit tra Londra e Bruxelles. 

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.     

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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