Ciad, coronavirus: nuova consegna dal Madagascar della “bevanda curativa”

Pubblicato il 17 giugno 2020 alle 17:14 in Ciad Madagascar

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Il Ciad ha richiesto e ricevuto dal Madagascar un secondo rifornimento di Covid Organics, la bevanda a base di erbe utilizzata dal governo di Antananarivo come cura contro il coronavirus.

Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina ha affermato, martedì 16 giugno, che la seconda consegna di Covid Organics, pari a circa 20.000 dosi, effettuata in Ciad una settimana fa, è stata il risultato del successo riscosso dal farmaco dopo la prima donazione, avvenuta a inizio maggio. Attualmente, i Paesi che possiedono scorte della bevanda, inviate dal Madagascar, sono Ciad, Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Tanzania, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Comoros e Gambia.

Il Ciad rimane uno dei Paesi meno colpiti della regione centrafricana. Secondo i dati raccolti dalla John Hopkins University, nello Stato ci sono circa 850 casi confermati di coronavirus, con oltre 73 morti e 720 guariti. Le statistiche del Madagascar, invece, comprendono circa 1.290 casi ufficiali, 10 decessi e 384 guariti. Ad oggi, dunque, i casi attivi nellisola risultano almeno 896.

Il presidente del Madagascar ha affermato che Covid Organics è “un rimedio preventivo e curativo contro il virus” e ha assicurato che centinaia di persone sono guarite nel suo Paese dopo la somministrazione della bevanda. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), tuttavia, ha messo in guardia gli Stati africani dall’utilizzare rimedi che non sono ancora stati sottoposti ai dovuti test clinici di sicurezza ed efficacia. Il 7 maggio, il direttore regionale dell’OMS per l’Africa, Matshidiso Moeti, ha richiesto studi clinici sulla bevanda a base di erbe. Più tardi, però, il 21 maggio, Rajoelina ha tenuto un incontro virtuale con il capo dellorganizzazione, Tedros Adhanom Ghabreyesus, e ha dichiarato di aver convinto i vertici a recarsi nel Paese per un processo di osservazione clinica. “Scambio riuscito con il Dr. Tedros, che elogia gli sforzi del Madagascar nella lotta contro il COVID-19”, ha pubblicato su Twitter il presidente Rajoelina. Confermando la riuscita dellincontro, il capo dell’OMS ha a sua volta twittato: “Buona discussione con il presidente del Madagascar, Rajoelina, sulla situazione #COVID19 nel suo Paese. Abbiamo parlato di come lavorare insieme sulla ricerca e lo sviluppo di soluzioni terapeutiche e abbiamo concordato che la solidarietà è la chiave per combattere la pandemia e proteggere il mondo”.

Sviluppato dal Malagasy Institute of Applied Research (IMRA), il presunto farmaco, a base di Artemisia, una pianta coltivata sull’isola per combattere la malaria, è stato presentato alla stampa dal presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, il 21 aprile.In poco tempo, diversi Paesi africani hanno ricevuto campioni della bevanda e alcuni di loro hanno richiesto nuove consegne.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.


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Chiara Gentili

di Redazione

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