Yemen: ONU rimuove coalizione a guida saudita dalla lista di Stati “infanticida”

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 17:31 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Nazioni Unite hanno annunciato la decisione di rimuovere la coalizione araba a guida saudita dalla lista nera degli Stati responsabili di uccisioni e ferimenti di minori. Il Segretario Generale dellONU, Antonio Guterres, ha affermato che la coalizione, impegnata nel conflitto yemenita, verrà cancellata dallelenco a seguito di una significativa riduzione delle uccisioni e delle mutilazioni causate dagli attacchi aerei”. Tuttavia, ha specificato, le azioni della coalizione in Yemen verranno continuamente monitorate e “qualsiasi fallimento” nel ridurre il numero di vittime tra i bambini comporterà il suo rientro nella lista nera.

L’Arabia Saudita è stata responsabile della morte o del ferimento di almeno 222 bambini nel 2019 in Yemen. Il movimento ribelle degli Houthi ha causato circa 313 vittime tra i minori, mentre le forze alleate del governo yemenita, riconosciuto dalle Nazioni Unite, sono state responsabili della morte di circa 96 minori. Gli ultimi due attori, a differenza della coalizione, continuano a rimanere nella lista nera.

L’Arabia Saudita e i suoi alleati hanno ripetutamente sollecitato le Nazioni Unite a rimuovere la coalizione dallelenco, ma i gruppi per la difesa dei diritti umani hanno denunciato lutilizzo di tattiche da parte di Riad e degli altri Stati arabi equiparabili a “minacce e pressioni. L’ex segretario generale Ban Ki-moon aveva già criticato l’Arabia Saudita in passato accusandola di esercitare pressioni “inaccettabili” sulle Nazioni Unite.

Jo Becker, direttore per la difesa dei diritti dei bambini di Human Rights Watch, ha dichiarato: “Il segretario generale sta aggiungendo un nuovo livello di vergogna alla sua “lista della vergogna”, rimuovendo la coalizione guidata dai sauditi e ignorando le prove delle Nazioni Unite di continue gravi violazioni contro i minori.

Nel frattempo, secondo quanto riportato dai ribelli Houthi, un attacco aereo lanciato dalla coalizione a guida saudita, lunedì 15 giugno, ha colpito un veicolo che trasportava veicoli nel Nord dello Yemen, uccidendo 13 civili. I leader tribali yemeniti, parlando in condizione di anonimato, hanno confermato che gli aerei da guerra sauditi hanno preso di mira un veicolo nell’area di Shada, nella provincia di Saada, roccaforte dei ribelli. “Questa tragedia è ancora una prova del fatto che, sebbene la guerra nello Yemen sia uscita dal radar di molte persone, è ancora tutt’altro che finita”, ha dichiarato Xavier Joubert, direttore nazionale dello Yemen per il gruppo internazionale Save the Children.

Le milizie Houthi, sostenute dall’Iran e da Hezbollah, sono una delle fazioni in lotta nel più ampio contesto della guerra civile in Yemen, iniziata il 19 marzo 2015, con l’offensiva del gruppo volta ad estendere il controllo nelle province yemenite meridionali. Nel conflitto, i ribelli sciiti si contrappongono alle forze fedeli al presidente del governo riconosciuto dalla comunità internazionale, Rabbo Mansour Hadi. Quest’ultimo è sostenuto dall’Arabia Saudita, entrata nel conflitto il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione militare formata anche dagli Emirati Arabi Uniti, dal Sudan, dal Bahrain, dal Kuwait, dal Qatar, dall’Egitto, dal Marocco, dalla Giordania. La coalizione a guida araba è appoggiata, a sua volta, dagli Stati Uniti. Dall’altro lato, invece, le milizie Houthi controllano la capitale, Sana’a, e sono alleati, grazie al sostegno dell’Iran e del gruppo libanese sciita di Hezbollah, con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.