Transnistria: fine dello stato di emergenza

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 8:04 in Moldavia Russia

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Lo stato di emergenza cessa di essere in vigore in Transnistria martedì 16 giugno, restano tuttavia in vigore misure restrittive introdotte nei mesi scorsi. Il decreto pertinente è stato approvato dal governo della repubblica, autoproclamatasi indipendente nel 1992 e non riconosciuta, che modificherà ora l’elenco delle restrizioni a seconda dell’evolversi della situazione epidemiologica.

Le autorità di Tiraspol hanno spiegato che i confini della regione sono ancora chiusi per i cittadini stranieri e che rimangono in vigore le restrizioni ai viaggi per i transnistriani verso la Moldavia. Tuttavia, il lavoro di trasporto pubblico sta gradualmente riprendendo all’interno della repubblica; in precedenza avevano riaperto, mercati, negozi, saloni di bellezza e parrucchieri. Ai cittadini è stato permesso di camminare all’aria aperta e nelle aree del parco senza fasce orarie e sono ripresi i lavori delle attrazioni per bambini. Musei e sale espositive sono stati aperti martedì 16 giugno. Allo stesso tempo, tuttavia, continua ad applicarsi il divieto di eventi e riunioni di massa.

In luoghi pubblici chiusi, è obbligatorio indossare mascherine protettive e controllare la temperatura corporea all’ingresso. Finora bar e ristoranti operano solo in terrazze aperte o effettuano consegne a domicilio. In precedenza, il presidente della Transnistria, Vadim Krasnoselskij, aveva presentato un’iniziativa per consentire agli scolari di festeggiare i balli di fine anno all’aria aperta.

Ad aprile, gli aiuti umanitari russi sono arrivati alla repubblica non riconosciuta per contrastare l’emergenza sanitaria. In particolare Mosca ha inviato sistemi di test per la diagnosi di coronavirus. Anche la Moldavia, il Paese cui la Transnistria appartiene de jure, ha teso la mano a Tiraspol. I medici della Transnistria possono anche inviare test ai laboratori moldavi. Inoltre, un gruppo di epidemiologi russi ha visitato grandi ospedali e cliniche, sia a Tiraspol sia a Chisinau. Gli esperti russi hanno condiviso la loro esperienza nella lotta contro il coronavirus con il personale sanitario sia moldavo sia transnistriano. Durante questo periodo, la repubblica non riconosciuta è stata visitata anche da rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità, che hanno quindi inviato le loro raccomandazioni alle autorità di Tiraspol.

Secondo il Ministero della salute, del lavoro e della protezione sociale della Moldavia, ad oggi, 11.879 casi di infezione da coronavirus sono stati registrati nella repubblica, di cui 1.119 in Transnistria. Secondo le autorità regionali, 223 pazienti con coronavirus sono attualmente sottoposti a trattamento. A differenza del resto della Moldavia, sono tutti in istituti medici. Per l’intero periodo di pandemia in Transnistria, 42 persone sono morte, il che porta il tasso di mortalità al 3,8%. In tutta la Moldavia, repubblica autoproclamata inclusa, sono morte 411 persone. Il tasso di mortalità è del 3,7%.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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