Tensioni diplomatiche con Praga: Mosca espelle due diplomatici cechi

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 6:31 in Repubblica Ceca Russia

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L’ambasciatore ceco presso la Federazione russa Vitezslav Pivonka è stato convocato ieri, lunedì 15 giugno, al ministero degli Esteri russo, nel quadro delle tensioni crescenti tra Mosca e Praga a seguito dell’espulsione di due diplomatici russi dalla Repubblica ceca. Assumendo una misura di reciprocità la Russia ha decretato l’espulsione di due diplomatici cechi, che hanno 48 ore per lasciare la Federazione.

“Guidati dal principio di reciprocità, nonché dall’articolo 9 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961, due diplomatici dell’ambasciata ceca a Mosca sono stati dichiarati persona non grata. Viene ordinato loro di lasciare il territorio della Federazione russa insieme ai familiari entro la fine del giorno 17 giugno di quest’anno” – recita il comunicato del Ministero degli Esteri russo.

“All’ambasciatore è stato detto che la misura era una risposta speculare all’azione provocatoria di Praga, che è stata presa senza alcun motivo, stando a ciò che le stesse autorità ceche ammettono. L’annuncio da parte loro di una decisione a livello del Primo Ministro del Paese A. Babis e del Ministro degli Esteri T. Petršicek conferma solo che la politica di peggioramento delle relazioni con la Russia è stata ora portata al rango di politica dello Stato ceco. Prenderemo in considerazione un tale sviluppo di eventi nel contesto generale delle nostre relazioni con la Repubblica ceca” – continua ancora la nota del dicastero guidato da Sergej Lavrov.

Il 5 giugno scorso, l’ambasciata russa a Praga ha ricevuto una nota dal ministero degli Esteri ceco con una notifica sull’espulsione dalla repubblica di due impiegati della missione diplomatica. Prima di questo, l’espulsione dei diplomatici, che hanno poi lasciato il paese il 7 giugno successivo come personae non gratae, era stata annunciata in una conferenza stampa di emergenza dal primo ministro ceco Andrej Babiš. Il capo del governo di Praga ha affermato che uno dei funzionari dell’ambasciata della Federazione russa ha inviato intenzionalmente al controspionaggio false informazioni su un attentato pianificato contro i politici cechi. Secondo il primo ministro, le azioni di questa persona hanno portato a “un’ulteriore complicazione delle relazioni ceco-russe”.

Le tensioni tra Mosca e Praga hanno iniziato a montare lo scorso 3 aprile, quando il governo ceco ha rimosso la statua del maresciallo Konev, il generale dell’Armata rossa che liberò Praga dai nazisti il 6 maggio 1945. Eretta nel 1980, la statua onorò Konev per aver guidato le forze sovietiche destinate alla liberazione di Praga dai nazisti nel 1945. Tuttavia, il successivo coinvolgimento del maresciallo nel reprimere la rivoluzione ungherese nel 1956, così come i sospetti che prese parte alla pianificazione dell’invasione della Cecoslovacchia del 1968 da parte delle forze del Patto di Varsavia, aveva reso la statua bersaglio di atti vandalici. La statua dovrebbe essere ricollocata in un museo della liberazione, da inaugurare il prossimo anno. 

La rimozione del monumento è stata interpretata a Mosca come una negazione dei meriti dall’Armata rossa nella lotta contro il nazismo e decine di persone appartenenti a gruppi neo-bolscevichi hanno attaccato l’ambasciata ceca a Mosca il 6 aprile scorso.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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