La Mongolia riceve 490.000 mascherine dalla Cina

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 16:20 in Cina Mongolia

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La Cina ha donato 490.000 mascherine al governo della Mongolia per sostenere la sua risposta al coronavirus. Il Paese, intanto, non ha riportato nuovi casi d’infezione. 

In precedenza, a marzo del 2020, 5.000 kit diagnostici, 5.000 maschere mediche e chirurgiche e 1.000 dispositivi di protezione del personale, per un valore complessivo di 320 milioni, erano stati donati al Paese, secondo quanto riferito dalla National Emergency Management Agency. Il 14 giugno, la Mongolia non ha riportato nuovi casi di COVID-19 nelle precedenti 24 ore, con il totale dei casi confermati rimasti a 197, secondo il National Center for Communicable Diseases (NCCD).

Nel frattempo, altri 3 pazienti sono guariti dalla malattia, portando il totale a 98, secondo quanto ha dichiarato Amarjargal Ambaselmaa, capo del Dipartimento di Sorveglianza dell’NCCD, in una conferenza stampa quotidiana del 14 giugno.Tutti i 197 casi confermati, inclusi 5 stranieri, sono arrivati dall’estero, principalmente dalla Russia. Grazie all’introduzione precoce del distanziamento sociale e di protocolli sanitari rigorosi per i flussi trans-frontalieri, finora non sono stati segnalati casi di trasmissione locale e nono sono stati registrati morti in Mongolia. Il 10 marzo, un cittadino francese è risultato positivo ed è stato il primo caso confermato di COVID-19 nel Paese. 

Il coronavirus è apparso per la prima volta nella città cinese di Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, nel dicembre 2019. Stando agli ultimi dati rilasciati dalla Commissione Nazionale per la Salute cinese, relativi alla giornata del 12 giugno, la RPC ha registrato 11 nuovi casi totali, di cui 6 a Pechino e 5 provenienti dall’estero, e nessun decesso. Dalla Cina il virus si è poi propagato a livello mondiale, contagiando ad oggi un totale di 7.651.175 persone e causandone la morte di altre 425.869. 

L’11 giugno scorso, la capitale della Repubblica Popolare Cinese (RPC) aveva riscontrato il suo primo nuovo caso, dopo circa due mesi di assenza dell’epidemia dalla città. Il giorno successivo,  ne sono comparsi altri 2 e, il 13 giugno, si sono verificati ulteriori 6 nuovi contagi, che sono poi risultati essere tutti legati a Xinfadi. Parallelamente, un’altra persona è risultata positiva al coronavirus in un mercato agricolo nel distretto di Haidian, situato nella parte Nord-occidentale della capitale, e anche in questo caso si è trattato di un caso asintomatico.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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