Iraq: sventato attacco missilistico nei pressi di una base USA

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 18:01 in Iraq USA e Canada

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Le forze di sicurezza irachene hanno sventato un attacco missilistico vicino alle postazioni delle truppe statunitensi a Nord di Baghdad, lunedì 15 giugno. Si tratta dellultimo di una serie di attacchi falliti contro le forze USA nel corso degli ultimi mesi. La Security Media Cell irachena, un ente militare ufficiale che trasmette informazioni su questioni di sicurezza, ha dichiarato di aver sequestrato un gruppo di missili nell’area di Rashidiya, a Nord di Baghdad, appena ad Est di Camp Taji, dove si trovano le truppe statunitensi. Due dei missili, utilizzati per compiere lattacco terroristico lunedì sono atterrati in un’area remota e non hanno provocato vittime.

“Le nostre forze sono state in grado di ottenere informazioni importanti che ci portano alla conoscenza dei responsabili di questo atto terroristico”, ha dichiarato la Cell in una serie di tweet. Il gruppo, tuttavia, non ha fornito alcuna informazione su chi avrebbe effettuato l’attacco.

L’esercito USA è in Iraq per aiutare il Paese a combattere contro lo Stato Islamico come parte della coalizione globale anti-Isis. Uno degli attacchi più importanti contro le forze statunitensi è stato condotto contro la base di al-Taji, l11 marzo, e ha portato alla morte di due soldati statunitensi e uno britannico. Molte di queste offensive non vengono rivendicate, ma gli Stati Uniti sospettano che siano opera delle Unità di mobilitazione popolare (PMU), sostenute dall’Iran.

Il conflitto tra gli Stati Uniti e alcuni gruppi delle PMU armate mette l’Iraq in una posizione difficile. LIran è un alleato politico ed economico dell’Iraq, ma questultimo riceve aiuto dagli Stati Uniti per combattere contro lIsis. Anche le PMU esercitano un potere notevole nel Paese e sono state più volte utili nella lotta per sconfiggere lo Stato Islamico.

La notizia degli attacchi missilistici sventati dalle forze di sicurezza irachene è importante per Baghdad, perché la mette in una posizione di primo piano nel tentare di impedire unescalation delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Il successo delloperazione segue il dialogo tra Iraq e Stati Uniti sulla riduzione delle truppe americane nel Paese. Nel corso del cosiddetto “dialogo strategico”, lanciato il 10 giugno e svoltosi l’11 giugno, Washington e Baghdad hanno discusso delle relazioni bilaterali, in una cornice di perduranti tensioni tra i due alleati dell’Iraq, Iran e Stati Uniti. In una dichiarazione congiunta rilasciata a margine del primo meeting, Washington ha dichiarato che continuerà a ridurre il numero di soldati dalle basi irachene ed ha discusso con la controparte del ruolo futuro delle truppe che, invece, rimarranno nel Paese. A tal proposito, è stato sottolineato come gli USA non desiderano istituire basi permanenti né rimanere per sempre in Iraq. Parallelamente, gli Stati Uniti si sono impegnati ad inviare consiglieri economici che lavoreranno a fianco del governo iracheno, con il fine ultimo di sostenere gli sforzi profusi dal Paese nell’elaborazione di quelle riforme volte a far fronte alle conseguenze provocate dalla pandemia di Covid-19 e al crollo dei prezzi del petrolio. Da parte sua, Baghdad si è impegnata a salvaguardare le forze statunitensi che continuano e continueranno a sostare in Iraq e le loro basi e strutture che, dal mese di ottobre 2019, sono state bersaglio di più di 30 attacchi, presumibilmente perpetrati da gruppi filoiraniani. Il fine ultimodel dialogo strategico è creare una sorta di stabilità nell’asse Washington-Baghdad, e rafforzare i legami tra i due Paesi sulla base di interessi reciproci.

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Chiara Gentili

di Redazione

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