Emirati Arabi Uniti: prolungato il blocco su Abu Dhabi

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 12:48 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di estendere di una settimana il divieto di viaggio da e verso l’Emirato di Abu Dhabi, a partire da martedì 16 giugno, per via del coronavirus. “Il comitato di emergenza e di crisi di Abu Dhabi per la Pandemia di COVID-19, in collaborazione con la polizia di Abu Dhabi e il Dipartimento della Salute, ha annunciato un’estensione del divieto di movimento in entrata e in uscita dall’emirato e tra le sue regioni (Abu Dhabi, Al Ain e Al Dhafrah) a partire da martedì 16 giugno, per una settimana”, ha scritto su Twitter l’Agenzia di stampa Emirates News Agency (WAM).

Il Paese ha inoltre limitato i movimenti da e per la capitale dal 2 giugno, in linea con le misure per frenare i contagi. Ciò significa che i residenti degli altri emirati non saranno in grado di entrare ad Abu Dhabi e, allo stesso tempo, i residenti di Abu Dhabi potranno lasciare la città.

Nel frattempo, la ripresa dei voli passeggeri dal resto del Paese verso America del Nord, Europa e Australia è iniziata dal 31 maggio. Già dal 21 maggio, però, la compagnia aerea Emirates aveva riattivato i collegamenti verso nove destinazioni, ovvero Londra, Francoforte, Parigi, Milano, Madrid, Chicago, Toronto, Sydney e Melbourne. La compagnia emiratina aveva sospeso i voli dal mese di marzo, pur continuando a garantire il servizio per i rimpatri dei cittadini all’estero.

Nonostante il numero di infezioni, gli Emirati si sono classificati primi nel mondo arabo e decimi a livello mondiale in termini di efficacia e efficienza nel trattamento dei pazienti infetti dal coronavirus. La classifica, che include 40 Paesi, è stata stilata dal Deep Knowledge Group e vede in testa Germania, Cina e Corea del Sud. La posizione di Abu Dhabi è stata giustificata dall’efficienza dimostrata nell’affrontare la crisi. Inoltre, gli UAE hanno stanziato denaro per facilitare lo sviluppo di meccanismi e strutture all’avanguardia, per affrontare e prevenire la diffusione del coronavirus, sia per il settore sanitario sia per la vita quotidiana della popolazione.

Non da ultimo, Abu Dhabi si è impegnata con il World Food Programme (WFP) per creare un “ponte aereo” volto a fornire assistenza e forniture sanitarie ed umanitarie di base a circa 100 Paesi più vulnerabili, con il fine di consentire loro di affrontare la pandemia. In particolare, sono stati forniti velivoli per il trasporto di prodotti salva-vita e personale sanitario fino alla fine del 2020, facendo leva sulla posizione geografica del Paese che lo rende un hub idoneo alla missione. Il 9 giugno,per la seconda volta in tre settimane, un aereo emiratino è atterrato in Israele con a bordo aiuti destinati alla popolazione palestinese. Il primo aereo della Etihad Airways risale al 19 maggio e, anche in tal caso, trasportava forniture mediche per il popolo palestinese, con il fine ultimo di sostenerlo nella lotta alla pandemia di Covid-19. 

Finora, gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato circa 42.636 casi di coronavirus, inclusi 291 decessi, secondo i dati, aggiornati in tempo reale, della John Hopkins University.

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Chiara Gentili

di Redazione

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