Cina-India: scontri letali al confine, 3 indiani deceduti

Pubblicato il 16 giugno 2020 alle 11:37 in Cina India

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Un ufficiale dell’esercito indiano e 2 soldati sono stati uccisi durante uno scontro con l’esercito cinese, al confine tra India e Cina, il 15 giugno. Si tratta del primo episodio letale tra i due Paesi da decenni.

Secondo quanto riferisce il New York Times, le prime notizie dall’area indicano che i soldati non sono stati colpiti da proiettili, ma sono morti durante uno scontro nella valle di Galwan, in cui entrambe le parti lanciavano pietre ed oggetti contundenti contro la fazione opposta. I funzionari militari indiani hanno dichiarato che stavano cercando di ridurre la tensione nell’area. “Durante il processo di de-escalation in corso nella valle, si è verificato un violento confronto che ha causato alcune vittime”, ha affermato un rappresentante delle forze armate di Nuova Dehli. “II decessi da parte indiana includono un ufficiale e 2 soldati. Alti funzionari militari dei due Paesi si stanno incontrando per disinnescare le tensioni”, ha aggiunto. 

A Pechino, un portavoce del Ministero degli Esteri, Zhao Lijian, ha dichiarato che le forze armate indiane hanno attraversato il confine illegalmente 2 volte, il 15 giugno, e hanno attaccato il personale cinese. Il portavoce ha aggiunto che l’esercito di Pechino ha, quindi, reagito a tale violazione. Tuttavia, la Cina continua a lavorare per risolvere le tensioni tra i due Paesi, secondo le dichiarazioni del Ministero. La tensione tra i due Paesi lungo il confine conteso è aumentata notevolmente durante il mese di maggio, alimentando i timori di un possibile confronto armato tra le due potenze.

A tale proposito, il quotidiano Al-Jazeera English ha fornito una ricostruzione degli eventi nella regione, partendo dal 5 maggio, quando si è verificato uno scontro tra le truppe indiane e cinesi, presso il lago Pangong Tso, situato 4.270 metri sopra il livello del mare, nella regione himalayana del Ladakh. Un filmato girato da un soldato indiano e condiviso sui social media ha mostrato gli eserciti di entrambe le fazioni che si scontravano, prendendosi a pugni e lanciandosi le pietre presso il confine conteso, noto come Linea di Controllo Effettivo (LAC). Questi scontri, che sono continuati fino al giorno successivo, hanno provocato il ferimento di 11 soldati di entrambi i Paesi. 

Successivamente, l’8 maggio, circa 1.200 km ad Est lungo la LAC, si è verificato un altro episodio simile, a Nathu La Pass, nello Stato indiano del Sikkim. I soldati indiani avevano fermato una pattuglia dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese (PLA) che stava svolgendo un’operazione di sorveglianza ordinaria lungo il confine. A seguito di questo incidente, il portavoce del Ministero degli Esteri indiano, Anurag Srivastava, aveva dichiarato: “Tutte le attività indiane sono interamente sul lato indiano della Linea di Controllo. In effetti, è la controparte cinese che ha recentemente intrapreso attività che ostacolano i normali schemi di pattugliamento dell’India”. La Cina, da parte sua, non aveva commentato direttamente le crescenti tensioni, ma aveva affermato che le sue truppe hanno costantemente mantenuto la pace e la tranquillità nella zona. Tuttavia, il quotidiano cinese Global Times, controllato dallo Stato cinese, ha affermato che le truppe indiane hanno violato il territorio cinese e hanno persino tentato di erigere strutture di difesa illegale, all’inizio del mese di maggio. 

A seguito di tali eventi, la Cina e l’India hanno aumentato il numero di soldati presso la linea di confine contesa, con entrambe le parti che accusano l’altra di sconfinare. “La Cina è impegnata a salvaguardare la sicurezza della sua sovranità territoriale nazionale, nonché a salvaguardare la pace e la stabilità nelle zone di confine”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese in una nota, il 26 maggio. Il 28 maggio, il Ministero degli Esteri indiano ha dichiarato che è in corso una trattativa con la Cina per affrontare la situazione di stallo. Entrambi i Paesi hanno escluso la mediazione degli Stati Uniti sulla questione, offerta dal presidente Donald Trump il 27 maggio, tramite un post su Twitter. Nonostante gli accordi commerciali con Nuova Delhi, infatti, gli USA hanno pessimi rapporti con Pechino, che ha escluso categoricamente un’ulteriore partecipazione di Washington agli affari interni cinesi. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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