Venezuela: Arrestato a Capo Verde Alex Saab, prestanome di Maduro

Pubblicato il 15 giugno 2020 alle 9:48 in USA e Canada Venezuela

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Grazie alla collaborazione delle autorità capoverdiane e colombiane, gli Stati Uniti hanno fermato a Capo Verde l’imprenditore colombiano Alex Saab, indicato come principale prestanome di Nicolás Maduro da Washington e dalla ex Procuratrice generale del Venezuela, Luisa Ortega Díaz. Un colpo senza precedenti: l’uomo d’affari Barranquilla è considerato una elemento fondamentale per il contrabbando di oro e per il sistema alimentare sovvenzionato sviluppato dal governo di Caracas.

L’aereo privato di Saab, registrato in Venezuela, che è decollato da Caracas venerdì 12 giugno, si era fermato a Capo Verde per rifornimento carburante. Fonti non ufficiali del governo dell’arcipelago hanno confermato al quotidiano colombiano El Tiempo che l’uomo era in viaggio sulla rotta Russia-Iran. Saab ha partecipato all’operazione organizzata nelle ultime settimane dal governo di Teheran, che ha inviato cinque mercantili a benzina in Venezuela in cambio di oro.

L’arresto arriva appena tre giorni dopo che le autorità colombiane hanno confiscato parte delle proprietà dell’imprenditore, che è nella “lista nera” del Dipartimento del Tesoro USA ed è soggetto a sanzioni del governo di Washington. La lunga lista di accuse contro di lui include l’arricchimento illecito, il riciclaggio di denaro sporco, l’esportazione o l’importazione fittizia e la frode, oltre ad essere considerato uno dei principali responsabili del regime di corruzione in Venezuela. “Ha sequestrato risorse milionarie destinate all’acquisto di cibo e mercanzie che sono stati poi acquistati a prezzi molto più alti e sono arrivati guasti” – ha riassunto la procura colombiana la scorsa settimana.

Per la stampa colombiana, la presidenza di Nicolás Maduro dal 2013 non può essere spiegata senza la presenza dell’uomo d’affari colombiano, che appare in gran parte degli affari illeciti della rivoluzione bolivariana e che ha anche promosso l’ultimo assalto chavista al parlamento. Il gruppo di deputati dell’opposizione che ha manovrato con il chavismo per impadronirsi della presidenza  dell’Assemblea nazionale si è recato in Europa diverse volte nel 2019 per difendere gli interessi dell’uomo d’affari. Luis Parra, il suo principale contatto, è ora presidente del parlamento, in opposizione a Juan Guaidó.

“La portata dell’arresto è infinita”, ha sottolineato Iván Simonovis, commissario speciale alla sicurezza della presidenza ad interim del Venezuela e uno dei principali legami di Juan Guaidó con Washington. “È chiaro che le agenzie di intelligence stanno funzionando. Sul radar ci sono, dentro e fuori il Venezuela, alleati, uomini di spicco e amici di coloro che commettono reati assieme al regime” – ha detto l’ex prigioniero politico, ora esiliato negli Stati Uniti.

Tra le accuse pendenti controSaab, spicca il riciclaggio di 350 milioni di dollari attraverso il sistema di controllo dei cambi valutari. Il Dipartimento del Tesoro lo ha anche ritenuto responsabile di un gigantesco meccanismo di corruzione messo in atto con le scatole di alimenti sovvenzionate dal CLAP, i comitati chavisti che si occupano di distribuzione di derrate alimentari, un asset fondamentale per il governo di Caracas che dal 2014 affronta un cronico deficit di beni di prima necessità.

Saab ha anche beneficiato di contratti petroliferi, aste di dollari e un piano da un milione di dollari per l’installazione di palestre verticali. “L’unico obiettivo degli Stati Uniti è soffocare il governo venezuelano e credono che investendo uomini d’affari raggiungeranno la loro missione. Confido che un giorno la verità di tutta questa infamia trionferà” – aveva dichiarato Saab il giorno in cui Washington aveva imposto le prime sanzioni contro di lui, nel luglio 2017.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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